Renzi rassicura i militanti: “Verdini mai nel Pd”

Denis Verdini ai tempi del Pdl (TIZIANA FABI/AFP/Getty Images)
Denis Verdini ai tempi del Pdl (TIZIANA FABI/AFP/Getty Images)

Dopo che nei giorni scorsi, l’ex coordinatore del Pdl, Denis Verdini, senatore plurindagato e tra i fautori del Patto del Nazareno, ha ufficializzato l’addio agli “azzurri” prospettando il proprio sostegno al governo guidato da Matteo Renzi a Palazzo Madama, sono stati tanti i militanti del Partito Democratico a preoccuparsi e a scongiurare un eventuale ingresso dell’ex uomo forte di Berlusconi nella compagine progressista.

Nelle scorse ore, Matteo Renzi parlando ai militanti alla festa dell’Unità a Roma ha scongiurato questa eventualità, rispondendo a una domanda precisa: “Verdini non entrerà mai nel Pd”. L’ipotesi non piace assolutamente all’ex capogruppo dem alla Camera, Roberto Speranza: “L’idea di un patto con Verdini è un film dell’orrore. Renzi nelle prossime ore dovrà chiarire questo, non abbiamo bisogno di patti con Verdini ma di tenere unito il Pd e avere la consapevolezza delle nostre idee e del nostro progetto. L’Italia non si cambia con patti incomprensibili con Verdini e, soprattutto, con gli amici di Cosentino. Non dobbiamo alimentare un nuovo trasformismo”.

Da parte sua, il ministro delle Riforme Maria Elena Boschi sembra invece non vederci nulla di male: “Forza Italia ha già votato le riforme, le ha scritte insieme a noi. Se ora una parte di Fi, io mi auguro tutta, votasse il ddl in Senato non sarebbe una novità rispetto a quanto avvenuto in passato”. I primi a smentire l’ingresso in maggioranza sono i componenti del nascente gruppo, a partire dal senatore Vincenzo D’Anna: “Noi restiamo all’opposizione. Non stiamo contraendo obblighi né con Renzi, né con il governo”.

L’esponente del gruppo verdiniano sottolinea: “Noi, come promotori di un nuovo movimento politico, abbiamo solo dichiarato la manifesta volontà, laddove dovessero arrivare riforme liberali, di poter dare un voto favorevole. Questo non vuol dire che quando arriverà la riforma del senato, che personalmente ho criticato aspramente durante questi mesi, io la voterò. Non saremo un partitino, ma un contenitore per i liberali riformisti”.

GM