Il mediatore denuncia: “Ecco le bugie dei richiedenti asilo”

Sbarco di migranti (Mauro Seminara/AFP/Getty Images)
Sbarco di migranti (Mauro Seminara/AFP/Getty Images)

In un’intervista al quotidiano ‘Il Giornale’, un mediatore culturale, anch’egli di origine africana, che fa il traduttore per i profughi che si presentano a fare domanda d’asilo, in particolare nel momento in cui questi vengono convocati in commissione territoriale, denuncia: “La maggior parte delle storie sono inventate, costruite”. Il mediatore spiega che dovrebbero essere quattro persone per ogni commissione, un rappresentante della prefettura, uno dell’Unhcr, un’altro del Comune e l’ultimo per la questura, a giudicare le domande, ma essendo il sistema al collasso si presentano uno o due per volta.

E i racconti spesso sono frutto della fantasia: “Si basa quasi tutto sull’ultima domanda, quando viene chiesto il motivo per cui non si vuole tornare nel proprio paese. Spesso le risposte sono fantasiose: qualcuno dice di aver paura che una volta rientrato a casa il padre sia intenzionato ad ucciderlo. Capisce anche lei che per valutare situazioni simili ci sono ben pochi elementi“.

Da qualche tempo molti nigeriani affermano di essere soggetti ad un malocchio: raccontano di una setta che sarebbe presente in Nigeria e che perseguita chi non entra a far parte dell’associazione“, racconta ancora il mediatore, sottolineando che non è l’unica affermazione bizzarra che ha sentito nel tempo: “Le donne, per esempio, raccontano di essere state trascinate in case chiuse in Libia e sfruttate come prostitute. Tra gli uomini, invece, è tipica la storia dei problemi di eredità. Sarebbero scappati perché, una volta diventati orfani, un loro parente malvagio e più ricco starebbe provando ad impossessarsi del loro patrimonio“.

Poi ancora: “Provano a farsi passare per minorenni, così da ottenere senza problemi il diritto d’asilo. Questo comportamento dovrebbe far scattare più di un campanello d’allarme: è probabile che dietro quella persona non ci sia nessun passato di violenze o sofferenze. Durante l’intervista basta guardare il volto dei migranti per capire se hanno subito soprusi: si legge negli occhi se quello che raccontano lo hanno subito sulla loro pelle o se l’hanno preparato a tavolino“.

Il mediatore conclude: “Da regolare dico che l’Italia è troppo debole. Il fatto che ci sia la possibilità di fare ricorso contro la decisione della commissione è assurdo. Nel frattempo, infatti, queste persone vivono nella clandestinità a spese dell’Italia. Bisogna rendere più dura le legge sull’immigrazione: nel momento in cui la domanda d’asilo è stata rigettata, gli immigrati devono essere rimandati immediatamente nel loro Paese. Più l’Italia continua ad essere poco chiara sul tema, più queste persone ne approfitteranno per partire dall’Africa anche se sanno benissimo di non aver nessuna possibilità di ottenere accoglienza“.

GM