Sei anni di galera per aver sparato al ladro: chiesta la grazia

MOnella Spara ladro
L’imprenditore finito in carcere per aver sparato al ladro (Web)

La storia di Antonio Monella è a dir poco kafkiana e fa capire bene a che livello sia dal punto di vista legislativo la legittima difesa in Italia. In sostanza nel nostro Paese se una persona si difende dai ladri è quasi sempre automaticamente dalla parte del torto e deve subire processi, galera e pure risarcimento danni per la vittima che poi era l’aggressore.

Il signor Monella è stato condannato a 6 anni e mesi per omicidio volontario ed è in carcere da 10 mesi. A parte il corto circuito giuridico per cui è stata riconosciuta l’assenza di dolo intenzionale, ma comunque confermata la volontarietà, una contraddizione ancora tutta da spiegare. Poi c’è il discorso a proposito della legittima difesa. Monella, titolare di un’azienda, aveva già subito diverse “visite” dai ladri. Il 5 novembre 2006 stanno per rubargli l’auto, è notte, lui sente i rumori e vede i ladri armeggiare intorno alla macchina. A quel punto prende il fucile e spara un colpo. Uno dei ladri viene colpito, ha 19 anni ed è albanese. Lui insieme ai suoi complici riesce comunque a fuggire, ma poi viene abbandonato davanti all’ospedale dai suoi compari. Lì morirà dopo poco.

L’imprenditore si autodenuncia e poi arriva la condanna con conseguente arresto. Monella ha anche pagato una lauta somma ai famigliari dell’albanese. Ora la sua richiesta di grazia firmata da numerosi parlamentari giace inascoltata sulla scrivania del ministro Orlando da mesi e su Il Giornale Vittorio Feltri ha voluto scrivere un accorato appello in suo favore. Verrà ascoltato?

F.B.