Canone Rai, la minoranza Pd manda sotto il Governo

Aula del Senato (Franco Origlia/Getty Images)
Aula del Senato (Franco Origlia/Getty Images)

Il governo è stato battuto al Senato durante il voto sugli emendamenti che sopprimono l’articolo 4 del ddl di riforma della Rai e che sono stati proposti dalla minoranza Pd, da Forza Italia e dal Movimento 5 Stelle. Si tratta della norma che prevedeva la delega al governo per la disciplina del finanziamento pubblico della Rai. La proposta della minoranza, sostenuta anche dai ribelli del Pd, è stata approvata con 121 voti favorevoli, contro i 118 contrari.

La votazione ha scatenato il caos nel partito, col presidente Matteo Orfini che ha rilevato: “Quanto accaduto oggi al Senato è incomprensibile. Se il voto in dissenso dal gruppo diventa non un’eccezione limitata a casi straordinari ma una consuetudine, significa che si è scelto un terreno improprio per una battaglia politica. Così non si lavora per rafforzare un partito ma per smontarlo”. Ancora più duro il ministro Maria Elena Boschi: “Credo che avere una parte del Pd che vota contro il Pd significa avere una parte del partito più ancorata a logiche di corrente che appartengono al passato che all’ interesse dell’Italia, noi andiamo avanti comunque”.

“La minoranza dem pensa alla propria corrente, noi pensiamo all’Italia”, chiosa su Twitter la vice di Renzi alla segreteria nazionale, Debora Serracchiani, mentre in direzione contraria va il commento social di Renato Brunetta, capogruppo di Forza Italia alla Camera dei deputati: “Governo battuto a Palazzo Madama su riforma Rai. Verdiniani o non verdiniani maggioranza non c’è più. Good morning Vietnam-Senato. Ciao Renzi”. Sarebbero 19 i senatori Pd che hanno votato l’emendamento proposto dal loro collega di partito Federico Fornaro, a cui si aggiungono due esponenti verdiniani. Il neonato gruppo Ala ha comunque disertato in massa il voto: erano sette su dieci gli assenti.

Via libera invece all’articolo 5 – quello che delega il governo rispetto al riassetto normativo della Rai – con 146 sì, 92 no e 6 astenuti, anche se il sottosegretario alle Comunicazioni, Antonello Giacomelli, intervenendo in Aula al Senato, ha palesato un passo indietro del governo, che “raccoglie in pieno le sollecitazioni arrivate dai gruppi e annuncio che il relatore presenterà un emendamento” all’articolo 5 “per delimitare l’ambito di intervento”.

GM