Disoccupazione giovanile record, dal 1977 non era così alta

Renzi Disoccupazione
(TIZIANA FABI/AFP/Getty Images)

I numeri parlano chiaro, anche se in Italia spesso in base alle interpretazioni che di questi dati vengono fatte diventano opinabili anche loro. I numeri comunicati in queste ore dall’Istat non sono incoraggianti: a giugno la disoccupazione è salita arrivando al 12,7% (+ 0,3 su base annua). Tradotto vuol dire che, mentre il premier promette 50 miliardi di tasse in meno nei prossimi 5 anni, in Italia ci sono 55mila disoccupati in più che quelle tasse non sapranno neanche come pagarle.

Ancora più preoccupante la questione se la si guarda dalla prospettiva dei giovani. La disoccupazione giovanile infatti sale al 44,2%, segnando un poco incoraggiante aumento di 1,9% rispetto al mese precedente. L’Istat sottolinea proprio come sia il dato giovanile negativo quello che incide maggiormente anche sul dato statistico generale facendo segnare anche il poco invidiabile record di percentuale più alta dal 1977.

Ora si attendono le reazioni politiche a questi dati. Senza dubbio ognuno li leggerà a proprio piacimento col risultato che gli italiani non capiranno se la disoccupazione sta crescendo o no, se gli atti del governo in materia di lavoro funzionano o meno. L’interpretazione di questi dati è un po’ come quella dei risultati elettorali: sentendo i commenti dei politici sembra che abbiano vinto tutti, ma la verità poi qual è?

F.B.

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