Saviano scrive a Renzi: “Anche le mafie abbandonano il Sud”

Roberto Saviano (Giorgio Cosulich/Getty Images)
Roberto Saviano (Giorgio Cosulich/Getty Images)

Una lunga lettera, pubblicata dal quotidiano ‘La Repubblica’, per chiedere al presidente del Consiglio, Matteo Renzi, di “fare presto” dopo il nuovo impietoso quadro sulla situazione nel Mezzogiorno d’Italia delineato dal rapporto Svimez. A scriverla è lo scrittore Roberto Saviano, che parla di “Game Over” per il Sud della Penisola: “Per giorni i media di tutti il mondo sono stati con il fiato sospeso in attesa di un accordo che scongiurasse l’uscita della Grecia dalla zona euro: oggi apprendiamo che il Sud Italia negli ultimi quindici anni ha avuto un tasso di crescita dimezzato rispetto a quello greco”.

Saviano accusa: “Tra i fattori di grave impoverimento della società meridionale ci sono il decremento del tasso di natalità e l’aumento esponenziale della emigrazione che coinvolge sopratutto i giovani più brillanti: quelli formati a caro prezzo, nelle tante Università meridionali, funzionali più agli interessi dei docenti che a quelli degli studenti. Ci sono meno nascite perché un figlio è diventato un lusso e averne due, di figli, è ormai una follia. Chi nasce, poi, cresce con l’idea di scappare: via dalla umiliazione di non vedere riconosciute le proprie capacità. Questo è diventato il meridione d’Italia”.

“Lei ha il dovere di agire. E ancora prima di ammettere che ad oggi nulla è stato fatto. Solo così potremo ritrovare la speranza che qualcosa possa essere davvero fatto” – scrive Saviano – “Le istituzioni italiane devono infatti chiedere scusa a quei milioni di persone che sono state considerate una palla al piede e, allo stesso tempo, sfruttati come un serbatoio di energie da svuotare”. Quindi rileva: “La corruzione più grave non è quella del disonesto che vuole rubare: la vergogna è quella dell’onesto che  –  se vuole un documento, se vuole un legittimo diritto, se vuole fare impresa o attività  –  deve ricorrere appunto alla corruzione per ottenere ciò che gli spetta. A sud i diritti si comprano da sempre: e Lei non può non ricordarlo”.

Lo scrittore arriva infine ad affermare: “Dal Sud, caro primo ministro, ormai non scappa più soltanto chi cerca una speranza nell’emigrazione. Dal Sud stanno scappando perfino le mafie: che qui non ‘investono’ ma depredano solo. Portando al Nord e soprattutto all’estero il loro sporco giro d’affari. Sì, al Sud non scorre più nemmeno il denaro insaguinato che fino agli anni ’90 le mafie facevano circolare”.

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