“Per curare l’epatite C, devo andare in India”

Sofosbuvir
Sofosbuvir

E’ mia ferma intenzione garantire nel prossimo futuro l’accesso di tutti i pazienti alle nuove terapie farmacologiche mediante la costituzione di un fondo ad hoc contro l’epatite C, che preveda l’eradicazione della malattia in pochi anni”, così in un question-time dello scorso novembre parlava il ministro Beatrice Lorenzin, a un mese dalla firma di un accordo per la rimborsabilità del farmaco Sovaldi (sofosbuvir) stipulato tra Agenzia Italiana del Farmaco e Gilead Sciences.

Lo stesso ministro, intervistata da Agv News, sottolineava come “i malati conclamati sono 400 mila, ma quelli affetti dalla malattia sono più del triplo. Non basterebbe una manovra economica. E comunque l’azienda non sarebbe in grado di produrre farmaci in quelle quantità”. Alla Lorenzin replicavano le associazioni che si occupano dei diritti dei malati: “Curare tutte le persone con epatite C significa anche risparmiare svariati miliardi di euro ora spesi per gestire le conseguenze della malattia non curata”.

Sono passati mesi e la situazione è rimasta praticamente immutata, tant’è che  un quarantenne trentino si è recato in India dove il medicinale costa 700 euro a fronte di una spesa che in Italia arriva a 74mila euro. L’uomo ha raccontato la sua storia a ‘Repubblica, con tanto di denuncia da parte del Tribunale del malato’: “Mentre le istituzioni decidono se e come curare più persone, i malati italiani di epatite C vanno in India, oppure a Hong Kong a procurarsi i farmaci a prezzi abbordabili”.

Una spiegazione sulla differenza di prezzo l’ha data qualche settimana fa Luca Pani, presidente dell’AIFA: “Il valore di un farmaco non è mai quello della sua produzione in quanto tale o semplicemente dei milligrammi di principio attivo ma, allo stesso modo, devono essere comprensibili i meccanismi che portano alla definizione del prezzo finale tenendo conto per esempio degli investimenti in sviluppo clinico, sperimentazioni e anche della ragionevole protezione brevettuale. Quello che pare poco chiaro è come l’azienda produttrice abbia determinato il prezzo del Sofosbuvir, che risulta, secondo le stime AIFA, comunque più elevato del previsto anche considerando i costi di sviluppo e di produzione”.

Peccato che il farmaco sia in grado di salvare decine di migliaia di vite umane solo nel nostro Paese: la molecola sofosbuvir, sviluppata dalla americana Gilead, assicura infatti una guarigione nel 90-95% dei casi.

GM