Pallanuoto, il Setterosa è di bronzo. E oggi ci prova il Settebello

Pallanuoto (getty images)
Pallanuoto (getty images)

Il Setterosa ha conquistato la medaglia di bronzo, battendo l’Australia 12-10 dopo i rigori, nella finale per il terzo posto del torneo di pallanuoto ai Mondiali di Kazan. Dopo i quattro tempi regolamentari le due squadre avevano chiuso sul 7-7. Italia sul podio iridato dopo 12 anni. Un risultato prestigioso per le ragazze italiane che cancellano almeno in parte la delusione dell’eliminazione in semifinale. Agli Stati Uniti l’oro mondiale. In finale le americane piegano 5-4 l’Olanda, reduce dal successo ai rigori proprio sull’Italia. Per gli Usa si tratta del quarto titolo iridato della storia.

Tania Di Mario, il Capitano di questa squadra, presente anche a Barcellona 2003, anno dell’ultima medaglia mondiale, commenta così questo successo: ”Eravamo distrutte 12 anni fa perché avevamo perso la finale con gli Usa, adesso godo per il mio primo bronzo, ma se sono quella sono e se ho dato a loro quello che ho potuto dare è perché c’è stato chi me l’ha insegnato. Le mie vecchie compagne. A volte non vincono quelle più forti, ma quelle che ci credono di più”.

A differenza dei maschi, che se battono questa sera la Grecia nella finale 3° e 4° posto ottengono sia la medaglia di bronzo, sia il pass olimpico, le ragazze il biglietto per Rio 2016 se lo dovranno guadagnare o agli Europei di Belgrado (solo se vinceranno) o al torneo preolimpico a 7 per 4 posti, in programma ad aprile ad Eindhoven.

Oggi, come dicevamo, il Settebello di Sandro Campagna cerca il pass olimpico. Alle ore 19,30 gli azzurri scendono in vasca contro la Grecia, avendo dalla propria parte i precedenti favorevoli: 5-3. In questo torneo le due squadre si sono già sfidate nel girone e vinsero i greci 11-10, ma il Ct Campagna sa come batterli: ”Con calma e senza forzare la situazione. Loro sono fortissimi nel fare girare la palla per trovare il varco e l’occasione giusti, noi dovremo essere bravi a concedere loro pochissimi spazi e a non farci prendere dalla foga. Pazienza, appunto. E poi negli ultimi appuntamenti ci abbiamo perso spesso, magari stavolta cambia il vento…”.

Marco Orrù