“Ilaria era buona ed educata, la giudicate per i piercing”

Ilaria Boemi (foto Facebook)
Ilaria Boemi (foto Facebook)

Erano in centinaia alla chiesa valdese di Messina per l’ultimo saluto a Ilaria Boemi, la sedicenne trovata morta domenica notte in spiaggia e che secondo le ipotesi investigative sarebbe deceduta dopo aver assunto “ecstasy cattiva”. Parenti, amici, comuni cittadini e lo stesso sindaco Renato Accorinti hanno voluto abbracciare idealmente la ragazza scomparsa in circostanze che non sono ancora chiare e la sua famiglia. “E il tuo sorriso cosa era? Un pezzo di volta celeste pura in mezzo a tutta sta bufera”, recita uno striscione lasciato dagli amici.

I suoi compagni di classe, ieri, ne hanno difeso la memoria: “Non era quella che è stata descritta e che appare sulle foto di Facebook, era una ragazza splendida, buona, educata”. Dicono ancora i suoi coetanei: “I media hanno solo puntato sull’apparenza ma poi caratterialmente Ilaria era tutt’altra cosa”. Ai funerali, anche il preside Rosario Abbate: “Era una ragazza che arrivava da un’altra scuola, all’inizio c’è stato un impatto complicato perché aveva un’età diversa rispetto a quella dei altri compagni però piano con l’aiuto dei docenti e dei ragazzi si è integrata”.

Intanto il fratello della giovane, Lillo Boemi, si è sfogato contro i giornalisti, lasciati fuori dalla chiesa, accusandoli di offendere la memoria della 16enne: “Continuate a scrivere cose false sua mia sorella, vi dovreste vergognare! Voi non sapete niente”. Insiste il ragazzo: “Mia sorella era una bambina, aveva solo 16 anni e tanta voglia di vivere. Non faceva uso di stupefacenti. Se le analisi diranno il contrario vuol dire che qualcuno le ha messo qualcosa in un cocktail che aveva bevuto poco prima”.

Le indagini

Sul fronte delle indagini, sono due le persone iscritte nel registro: una 18enne e una 16enne. Della seconda se ne è avuto notizia già nelle scorse ore e sarebbe colei che è accusata di averle passato i “cristallini”, ma che in Questura ha spiegato di aver fatto solo “un favore”. L’adolescente risulta indagata per cessione di sostanze stupefacenti. La denuncia in stato di libertà, che potrebbe aggravarsi con la contestazione del reato di morte come conseguenza di un altro delitto, è stata formalizzata dalla Procura per i minorenni di Messina.

Alla 16enne si è giunti grazie alle testimonianze dei due giovani che si trovavano con Ilaria Boemi quando questa ha avuto il malore e che poi si sarebbero dileguati all’arrivo dei primi soccorsi. Sarebbe stata invece la 18enne ad acquistare materialmente la sostanza stupefacente ingerita da Ilaria. Gli inquirenti continuano ad interrogare molti giovanissimi per cercare di risalire ai pusher della zona, ma al momento hanno incontrato molte reticenze.

GM