Aniene (foto pubblico dominio)

Aniene (foto pubblico dominio)

C’è una prima svolta nel giallo del piede mozzato trovato nei giorni scorsi su una sponda del fiume Aniene: intorno alla caviglia del resto umano erano presenti però due tatuaggi che hanno permesso di risalire all’identità dell’uomo a cui apparterrebbe l’arto. Uno dei due recita “Oggi è un bel giorno per morire”, frase che il mito voglia sia stata pronunciata da Tashunka Uitko, ovvero “Cavallo Pazzo”, il leggendario capo Sioux che tenne testa con le sue imprese all’esercito americano a cavallo dell’Ottocento.

Sull’altro tatuaggio si legge “SS Lazio Irriducibili della Curva Nord” ed è presente Mister Erik, simbolo degli ultrà biancocelesti. Si è così giunti a stabilire che l’arto apparterrebbe a un pregiudicato con precedenti per droga, italiano, intorno ai 40 anni, certamente un tifoso laziale. La certezza si avrà soltanto con la prova del Dna sul piede ritrovato, che sarebbe stato reciso dal corpo con una sega elettrica, lasciando presupporre che il cadavere dell’uomo sia stato fatto a pezzi.

“Il taglio è stato poi netto, ma non nettissimo come quello di un fendente con amputazione in un colpo solo, bensì assimilabile a quello di una sega elettrica”, si legge nel reperto autoptico dei medici del Gemelli di Roma, che proseguono: “La permanenza in acqua è stata di pochissimi giorni. Difficilmente oltre 2 giorni considerato il caldo e la buona conservazione del pezzo anatomico”. Non si ferma intanto l’attività investigativa degli uomini diretti dal vicequestore Andrea Di Giannantonio: tanti sono infatti i nodi ancora da sciogliere in questo giallo.

GM