Alfano garantisce: “L’Italia è un Paese sicuro”

Angelino Alfano (ALBERTO PIZZOLI/AFP/Getty Images)
Angelino Alfano (ALBERTO PIZZOLI/AFP/Getty Images)

“L’Italia è un posto sicuro nel quale vivere, nel nostro Paese calano i reati commessi”, lo ha spiegato, nella tradizionale conferenza stampa di Ferragosto, il ministro dell’Interno, Angelino Alfano, che ha snocciolato alcuni dati che segnano un calo complessivo dei reati di 13 punti percentuali. I reati maggiormente in calo sono la violenza sessuale (-23%) e i reati di sfruttamento e di pornografia minorile (-35%). Il rovescio della medaglia è che un reato su quattro resta impunito e identica è la percentuale dei reati che non vengono nemmeno denunciati.

A preoccupare però maggiormente Alfano sembra essere ancora una volta l’emergenza migranti: “L’Italia sta pagando due volte il conto alla comunità internazionale, molto attiva nel far cadere il regime di Gheddafi. Ma inerte nell’affrontare le conseguenze del vuoto di potere che s’è creato in Libia”. Il responsabile del Viminale accusa: “Il mondo non può attendere la soluzione della crisi libica, un vulcano acceso difronte all’Italia. O l’Unione Europea è in grado di risolvere questione libica o la tragedia di oggi non sarà l’ultima”, aggiunge, facendo riferimento alla nuova tragedia dell’immigrazione.

Parole a cui replica Paolo Romani, presidente del gruppo Forza Italia al Senato, secondo il quale è “incredibile e inaccettabile che il ministro dell’Interno dell’ottava potenza economica del mondo di fronte all’ennesima tragedia a poche miglia dalle coste libiche non possa far altro che dichiarare la propria impotenza”. Alfano risponde anche alle parole polemiche del segretario generale della Cei, Nunzio Galantino: “Siamo campioni del mondo dell’accoglienza. Facciamo un mestiere diverso da quello della Chiesa”.

“Sappiamo che i terroristi hanno preso in ostaggio un dio in nome del quale sequestrano, sparano, uccidono e seminano il terrore. Ebbene, noi chiediamo alle comunità islamiche di prendere nettamente e ufficialmente le distanze dai fondamentalisti”, sottolinea infine Alfano rispetto alla presenza di fondamentalisti islamici nelle comunità musulmane italiane, aggiungendo: “La nostra Costituzione contempla la libertà di culto, a patto che si rispettino le regole. Sarebbe da stupidi regalare un miliardo di islamici all’alleanza con i terroristi, considerandoli tutti fiancheggiato”.

Quindi Alfano ha concluso con quello che è ormai uno dei concetti che esprime con maggior frequenza: “Nessun Paese è a rischio zero. Noi, in particolare, siamo esposti alla minaccia, ma l’Italia ha la sua storia, e fa parte della coalizione che dopo l’11 Settembre combatte i terroristi con lo stivale sul terreno. Oggi non abbiamo segnali specifici di una minaccia concreta”.

GM