Bracciante morta in Puglia, il pm vuole fare chiarezza

Lavoro nelle vigne (MEHDI FEDOUACH/AFP/Getty Images)
Lavoro nelle vigne (MEHDI FEDOUACH/AFP/Getty Images)

La Procura di Trani ha aperto un’indagine sulla morte di Paola Clemente, la bracciante 49enne di San Giorgio Jonico, nel Tarantino, morta lo scorso 13 luglio mentre lavorava nei campi, nell’indifferenza generale. La sua storia venne denunciata dal segretario regionale del Flai Cgil pugliese, Giuseppe Deleonardis, che accusò: “Morire a lavoro in un campo di uva e diventare subito un fantasma, senza che trapeli notizia per settimane”.

Ieri era stato il marito della donna, a 40 giorni dal decesso, a spiegare – in un’intervista a ‘Repubblica’ – quanto fosse duro e sottopagato il lavoro della moglie: “Andava via di casa alle 2 di notte. Prendeva l’autobus alle 3. Ai campi, ad Andria, da San Giorgio Jonico, arrivava intorno alle 5.30. Noi a casa la rivedevamo non prima delle 3 del pomeriggio, in alcuni casi anche alle 6. Guadagnava 27 euro al giorno. Poco. Ma per noi quei soldi erano importanti, erano soldi sicuri, assolutamente indispensabili. Fin quando è arrivata quella telefonata: Paola si era sentita male, io non sono riuscito nemmeno a salutarla: ora Paola non c’è più”.

“Siamo persone abituate a lavorare e a stare in silenzio, ma ora basta”, ha ribadito l’uomo, che è difeso dai legali Pasquale Chieco, Vito Miccolis e Giovanni Vinci, nelle scorse ore. Nel frattempo, il pm tranese incaricato di far chiarezza sulla vicenda ha disposto la riesumazione del corpo e ha fissato per il 21 agosto l’autopsia, che sarà eseguita dal medico legale dell’Università di Bari Alessandro Dell’Erba. Le ipotesi di reato del fascicolo che al momento è stato aperto contro ignoti sono quelle di omicidio colposo e omissione di soccorso.

GM