“Giubbotti catarifrangenti per l’incolumità delle prostitute”

Prostituzione (Uriel Sinai/Getty Images)
Prostituzione (Uriel Sinai/Getty Images)

Il Comune di Spino d’Adda, in provincia di Cremona, sta varando un’ordinanza che regolamenta la prostituzione nel piccolo paese e che impone obbligo di giubbotto catarifrangente e divieto di minigonna. L’idea che l’amministrazione comunale, su input del vicesindaco Luciano Sinigaglia, intende mettere nero su bianco attraverso l’ordinanza, che verrà a breve firmata dal sindaco Paolo Riccaboni, è giunta fino in Inghilterra, riempiendo le colonne di giornali come “Telegraph”, “The Indipendent” e “Mirror”.

Ha spiegato il vicesindaco: “L’ordinanza è contingibile e urgente: ovvero il presupposto è appunto Expo e l’aumento di prostitute lungo la strada Paullese e la Sp1. Per motivi legati alla necessità di garantire alle lucciole e agli automobilisti incolumità sulle strade, ho proposto questa ordinanza: le prostitute devono essere più visibili perr non essere di pericolo a chi circola sulle provinciali, dove la velocità è più sostenuta”.

“Poi, ovviamente, il provvedimento sarà anche un deterrente,m che le porterà si spera ad abbandonare la nostra zona” – prosegue Sinigaglia – “Chi sarà trovato a sostare su una strada provinciale senza la tuta, sarà sanzionato con multe da 500 euro. Ricordo che la prostituzione non è illegale in Italia: una donna può prostituirsi. E’ vietato pagare una prostituta, ovvero ad oggi è il cliente ad essere sanzionabile”.

Perplessità dal capitano dei carabinieri di Crema, Giancarlo Carraro: “A mio avviso, per poter fare un provvedimento di questo tipo ci devono essere presupposti validi che in questo momento, a mio avviso, non sussistono. Se verrà adottata, la rispetteremo. Non mi permetto di censurarla, io applico la legge non la promulgo ma credo che gli strumenti che abbiamo a disposizione sono già buoni. Si tratta solo di applicarli“.

Controreplica Sinigaglia: “Al di là che il livello di emergenza è noto a noi che siamo qui, ovviamente ora, con l’apertura da pochi mesi del secondo lotto Paullese e l’estate le lavoratrici del sesso sono meno, ma non ho dubbi che con l’autunno aumenteranno. Bisogna provvedere”.

GM