Il nuovo corso degli Uffizi: “Sale in prestito a privati e sponsor”

Ingresso degli Uffizi (ALBERTO PIZZOLI/AFP/Getty Images)
Ingresso degli Uffizi (ALBERTO PIZZOLI/AFP/Getty Images)

Mentre imperversano le polemiche sulle nomine di stranieri alla guida di diversi musei italiani, uno di loro, il nuovo direttore degli Uffizi, Eike Schmidt, si dice soddisfatto per la nomina e al ‘Corriere della Sera’ lancia la sua idea, ovvero “affittare a privati alcune sale del museo, o concederle per eventi agli sponsor che finanziano un restauro. Si può fare anche agli Uffizi”, ricordando che “succedeva anche nel Settecento o Ottocento, quando Firenze era una capitale, per le visite di Stato: è una pratica che ha radici storiche. E comunque serviranno dei criteri: non darei mai ai privati spazi come la sala della Tribuna”.

Schmidt dimostra ammirazione per il predecessore Antonio Natali, rimarcando la speranza di “essere all’altezza di chi mi ha preceduto”. Sul suo nuovo incarico dice che “va portato a termine il progetto dei ‘Nuovi Uffizi’, cominciato anni fa”, perché “l’edificio così com’è non è adatto per il turismo di massa”. Il neodirettore rimarca poi che va riequilibrato l’afflusso dei visitatori, “concentrato sugli Uffizi, mentre spesso ci sono sale vuote a Palazzo Pitti e al Giardino di Boboli”.

In un’altra intervista, stavolta a ‘Repubblica’, Schmidt sottolinea poi: “Spero di essere giudicato per i fatti. Mi rendo conto che questa unione di competenze rappresenti un cambiamento radicale in Italia, ma è la direzione verso la quale stanno andando tutti i musei del mondo”. Sui suoi piani, “è presto per entrare nei dettagli. Sicuramente potenziare Palazzo Pitti, che deve avere più visibilità e più tutela. Ma il mio sarà un lavoro nel solco delle cose già fatte, e al tempo stesso nello spirito della riforma”. Quindi su eventuali bracci di ferro coi sindacati: “Anche in Minnesota ci sono sindacati molto forti, sono abituato: si tratta solo di lavorare insieme per trovare le soluzioni migliori”.

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GM