Elezioni Usa 2016, Donald Trump dichiara guerra ai clandestini

(Photo by Andrew Burton/Getty Images)
(Photo by Andrew Burton/Getty Images)

E’ tempo di primarie negli Stati Uniti e gli argomenti alla ribalta dei candidati infiammano gli animi degli elettori. E’ il caso dilagante di Donald Trump, che si presenta come l’uomo nuovo della politica americana sbancando nei sondaggi tra i 17 repubblicani candidati alla presidenza della Casa Bianca. Il miliardario ha le idee chiare e nell’ultimo raduno elettorale, davanti ad un bagno di folla, dichiara guerra ai suo avversari e soprattutto promette agli elettori di voler cacciare dal paese tutti gli immigrati clandestini. Su questo tema l’imprenditore non si risparmia e promette che, una volta diventato presidente, la sua prima azione sarà quella di annullare i decreti presidenziali di Barack Obama sull’immigrazione e cacciare tutti gli stranieri privi di documenti. Nelle diverse interviste rilasciate Trump non lascia dubbi alle intenzioni: “Coopereremo con loro, ma devono andar via”, sostiene dichiarando una vera e propria guerra contro i clandestini, circa 11 mila al momento nel paese. Sono due i pezzi forti che il candidato ha sfoderato negli ultimi interventi pubblici: la costruzione del muro al confine con il Messico e l’eliminazione del diritto di cittadinanza per chi nasce in territorio americano. In questa estate bollente la coppia immigrazione e politica quindi non riempie solo le copertine di mezza Europa, ma è argomento di dibattito anche negli Stati Uniti dove però assume sfaccettature differenti. E’ lo stesso Trump, nel corso della sua campagna elettorale, a sollevare la questione dell’impatto diseconomia nazionale della forza lavoro straniera a basso costo. Oltreoceano il vero problema infatti è rappresentato da un numero sempre crescente di laureati stranieri che si trasferiscono negli Stati Uniti per trovare un impiego migliore, soprattutto nei settori scientifici. Per combattere questo trend il magnate arriva a scagliarsi contro Facebook, lanciando una sfida secondo cui si dovrebbero imporre salari più alti per gli stranieri in modo che le multinazionali tecnologiche, che sono il motore del paese, possano assumere personale americano. Il candidato è pronto così ad investire un miliardo di dollari per questa ascesa al potere e realizzare il disegno ben preciso che, secondo quanto ha dichiarato, riporterà “l’America ad essere grande”.

R.G.