A Vicenza va in scena la blasfemia

Angélica Liddell (Youtube)
Angélica Liddell (Youtube)

Angélica Liddell, catalana di Figueras, è attrice, regista, performer, scrittrice teatrale, conosciuta nel suo mondo con l’appellativo di “diavolessa del teatro”. Sarà a Vicenza, al Teatro Olimpico il 18 e 19 settembre con uno spettacolo dal titolo che fa già discutere “Prima lettera di San Paolo ai Corinzi. Cantata BWV 4, Christ lag in Todesbanden. Oh, Charles!”. I riferimenti biblici vengono dunque accostati al profano, rappresentato dal serial killer Charles Manson, “rappresentazione della necessità del male affinché possa esistere il bene”.

Come se non bastasse questa presentazione a destare scalpore, ci pensa l’attrice con un’intervista a ‘Repubblica’ nella quale afferma: “Non m’interessa la bestemmia, lo scandalo, la provocazione, m’interessa il sacro, la religione come ne parlava Bataille, qualcosa di sovversivo, estraneo alla vita calcolata della ragione, irrazionale e antisociale”. La Liddell arriva a sostenere: “Se parlo di masturbazione lo faccio dal punto di vista della fede. Mi masturbavo col crocefisso perché il mio corpo reagiva alla bellezza di un uomo crocifisso e santo, irraggiungibile. Volevo amare il Re dei Re”.

L’attrice sostiene ancora: “La necessità di fede è arrivata dopo 30 anni senza Dio, e l’idea di Dio nasce dalla disperazione: vorrei comportarmi come se Dio esistesse sapendo che non esiste. Il concetto di Dio è, in fondo, una battaglia con la nostra anima. Tutto è santo, mitico, diceva Pasolini all’inizio della Medea. Il Sacro è un modo di restituire all’essere umano la coscienza dello spirito, strapparlo al totalitarismo materialista”. Quindi chiosa: “Quando ho letto Ernesto De Martino, ‘La terra del rimorso’, mi sono resa conto che le mie opere erano tarantismo puro senza sapere cosa fosse: un esorcismo per continuare a sopravvivere alle mie tenebre dietro le quinte”.

 

GM