Rutelli attacca Marino: “Io in vacanza andavo a Sabaudia”

Francesco Rutelli (THOMAS SAMSON/AFP/Getty Images)
Francesco Rutelli (THOMAS SAMSON/AFP/Getty Images)

Proseguono le polemiche per l’assenza del sindaco di Roma, Ignazio Marino, che si trova in vacanza in Messico e non dovrebbe tornare oggi, nel giorno in cui il governo Renzi dovrà decidere sulle sorti dell’amministrazione capitolina dopo i fatti di Mafia Capitale. Un nuovo attacco al primo cittadino, in un’intervista a ‘Repubblica’, arriva da uno dei suoi predecessori, Francesco Rutelli, che rileva: “Quando ero sindaco andavo ad Anzio e a Sabaudia, a un’ora di auto di distanza perché purtroppo i problemi di Roma sono tanti: non posso credere che Marino non torni per il consiglio dei ministri che deve prendere una decisione politica su Roma, non solo sui soldi ma anche sulla attribuzione dei compiti”.

Sull’ipotesi di una giunta Marino “sotto tutela”, Rutelli rileva che “in parte è una conseguenza inevitabile dell’inchiesta su Mafia Capitale: l’illegalità ha infiltrato molti settori dell’amministrazione e quindi devono essere riorganizzati e controllati. È evidente che il governo non ha un rapporto di fiducia con l’amministrazione civica. Anche per questo sono entrati parlamentari del Pd nella giunta. Il punto è chi fa cosa”. Quindi sul Giubileo: “La previsione che arrivino 30 milioni di persone secondo me non è realistica; ne venissero però la metà, saranno grandi entrate per l’erario”.

Impietoso Rutelli sulla giunta Marino: “Quello che è avvenuto se lo sono fatti da soli. Se fosse stato preparato un programma il Campidoglio avrebbe dettato l’agenda. Ora è evidente che lo Stato deve dare una mano robusta: manutenzione di base, organizzazione, sicurezza, trasporti”. In ultimo, l’ex sindaco si esonera da responsabilità per la gestione passata della Capitale: “Se lei chiude gli occhi e pensa alla Roma di 15 anni fa, direi che stavamo meglio. Abbiamo fatto molte cose e altre avremmo dovuto e potuto farne. Non perderei però tempo a descrivere i problemi irrisolti, ma a risolverli con uno sforzo di tutta la città”.

GM