Il cardinale Scola ai parroci: “Aprite le Chiese ai migranti”

Il cardinale Angelo Scola (JOHANNES EISELE/AFP/Getty Images)
Il cardinale Angelo Scola (JOHANNES EISELE/AFP/Getty Images)

Nei giorni scorsi, era arrivato un accorato appello a parroci e parrocchiani della propria diocesi da parte di Monsignor Cesare Nosiglia, arcivescovo di Torino, il quale nella sua lettera sottolineava l’importanza del valore dell’accoglienza ai migranti. Alle sue parole fanno eco in queste ore quelle dell’arcivescovo di Milano, il cardinale Angelo Scola: “Invito le parrocchie della Diocesi a verificare la possibilità di mettere a disposizione temporaneamente spazi, anche piccoli, per accogliere i migranti che sono giunti o stanno arrivando in Italia e in particolare a Milano. Caritas ambrosiana si farà carico di tutte le responsabilità e della gestione concreta di questa accoglienza, sgravando le parrocchie”.

“Alle comunità è chiesto di lasciarsi provocare dai bisogni di questi nostri fratelli migranti: questi gesti di generosità sono occasioni preziose per esprimere nella pratica la dimensione culturale della fede che ci chiede di esprimere, in ogni gesto della nostra esistenza, gli stessi sentimenti di Cristo. Ringrazio chi già si è attivato in questi mesi”, sono le parole del cardinale Scola, che quindi aggiunge: “La Diocesi, oltre a quelle già messe a disposizione in passato, ha trovato in questi giorni altre strutture che oggi dedica a questa emergenza. Per gestire l’accoglienza dei profughi e dei migranti sono imprescindibili la collaborazione e il dialogo con le Istituzioni civili”.

L’arcivescovo di Milano pone infine alcune questioni: ” Domando però un passo in avanti sulle leggi e le regole che normano questa accoglienza, per rendere sempre più dignitosa e costruttiva la loro permanenza nelle nostre realtá. Perché i tempi per il rilascio dei documenti dovuti sono spesso così lunghi?  Perché non si può permettere che i migranti ospiti, su base volontaria, possano partecipare con il loro lavoro alla esigenze della comunità? Così questo sforzo per l’accoglienza e le riflessioni serie che entro le comunità cristiane e la società civile nasceranno saranno occasione di educazione nella fede e di edificazione di vita buona”, conclude il cardinale Scola.

GM