Meredith: ecco perché Raffaele e Amanda sono innocenti

Perugia, la casa del delitto (VINCENZO PINTO/AFP/Getty Images)
Perugia, la casa del delitto (VINCENZO PINTO/AFP/Getty Images)

Sono state depositate oggi le motivazioni della sentenza della Cassazione per l’omicidio della studentessa inglese Meredith Kercher, morta a Perugia la notte del primo novembre 2007, che ha visto nel marzo scorso la Suprema Corte annullare senza rinvio il giudizio di Appello per Raffaele Sollecito e Amanda Knox, i due principali imputati di quel processo. Come noto nel processo d’Appello bis, Amanda Knox è stata condannata a 28 anni e sei mesi e Raffaele Sollecito a 25 anni.

Per lo stesso omicidio, che destò molto scalpore a livello, è stato condannato a 16 anni di reclusione, per concorso in omicidio e violenza sessuale dalla Corte di Cassazione, nel dicembre 2010, Rudi Hermann Guede. Secondo le motivazioni della sentenza d’appello-bis, i tre hanno lasciato “tracce del loro passaggio per deposizione ematica del sangue della vittima che era fuoriuscito copiosamente dalle ferite”. Knox, Sollecito e Guede “collaborarono tutti per il fine che si erano proposti: immobilizzare Meredith e usarle violenza”.

Dopo la sentenza della Cassazione, Rudy Guede chiese la revisione del processo, mentre Arline, la madre di Meredith Kercher, si disse “sorpresa e molto scioccata”. Nelle motivazioni, la Suprema Corte rileva che il processo ha avuto “un iter obiettivamente ondivago, le cui oscillazioni sono, però, la risultante anche di clamorose defaillance o ‘amnesie’ investigative e di colpevoli omissioni di attività di indagine”. Soprattutto, secondo i giudici della Cassazione, rappresenta un dato “di indubbia pregnanza” a favore dei due giovani – “nel senso di escludere la loro partecipazione materiale all’omicidio, pur nell’ipotesi della loro presenza nella casa di via della Pergola” – la “assoluta mancanza di tracce biologiche a loro riferibili” nella stanza dell’omicidio o sul corpo della vittima.

GM