Amanda Knox: “Finalmente fuori dal Paese delle meraviglie”

Amanda Knox (Oli Scarff/Getty Images)
Amanda Knox (Oli Scarff/Getty Images)

Dopo che ieri sono state depositate le motivazioni della sentenza della Cassazione per l’omicidio della studentessa inglese Meredith Kercher, morta a Perugia la notte del primo novembre 2007, che ha visto nel marzo scorso la Suprema Corte annullare senza rinvio il giudizio di Appello per Raffaele Sollecito e Amanda Knox, i due principali imputati di quel processo, oggi la giovane americana, dalle colonne del quotidiano locale ‘West Seattle Herald’, col quale collabora, scrive: “Io e Colin [il suo fidanzato 27enne, ndr.] ci siamo scambiati uno sguardo di sollievo, come Alice quando si sveglia fuori dal Paese delle Meraviglie…”.

Una riflessione accorata quella della giovane americana, che si conclude con queste parole: “Qui piove a dirotto, ma io amo la pioggia”. Intanto i suoi legali italiani, Carlo Dalla Vedova e Luciano Ghirga, riportano alcune parole di Amanda Knox: “Mi sono fatta quattro anni di carcere, quattro anni precisi, anzi quattro anni meno due giorni e questi di sicuro non me li ridarà indietro più nessuno. Ma è l’unico cruccio. Per il resto oggi sono contenta, contentissima e voglio dire grazie, grazie, grazie a lei avvocato Ghirga come ho già detto grazie all’avvocato Dalla Vedova. Sì, sono felice”.

Soddisfazione è stata espressa anche da Giulia Bongiorno, legale di Raffaele Sollecito, secondo la quale la sentenza “prende a bastonate gli errori compiuti nelle indagini” e il suo assistito “è stato processato per anni e tenuto in carcere da super-innocente”. Concetti ribaditi dallo stesso giovane barese: “Sono stato vittima di un clamoroso errore giudiziario che rimarrà nella storia. Grazie a tutto ciò, ho trascorso 4 anni in carcere più altri 4 di tormento per nulla”.

GM