La nuova vita di Elena Madama: “E’ bellissimo ritornare a vivere”

Elena Madama (Foto profilo Facebook)
Elena Madama (Foto profilo Facebook)

Elena Madama, la consigliera del Pd di 27 anni investita da un’auto pirata il 12 novembre del 2014 in Strada Nuova a Pavia,  è ritornata alla vita di tutti i giorni. E come prima uscita in pubblico dopo il terribile incidente che gli ha cambiato la vita ha ha scelto un luogo del cuore. Il “suo” tavolino alla pasticceria Vigoni, condiviso tante volte con Enrico, il suo fidanzato  che in questi nove mesi pieni di dolore  e speranza, l’ha aspettata non lasciandola sola un giorno. Dopo quasi 250 giorni di degenza ospedaliera e più di un mese in riabilitazione a San Pellegrino Terme, sabato pomeriggio Elena ha “rivisto la luce” insieme alle amiche di sempre Silvia e Giulia: “Mi sono emozionata a vedere il tramonto che illuminava la mia Minerva” rivela Elena, che ha cercato di mantenere fin che ha potuto il riserbo sulla sua riconquistata libertà.

Elena Madama (Foto profilo Facebook)
Elena Madama (Foto profilo Facebook)

Elena ora si sente pronta  a rituffarsi nella quotidianità . Prima nel partito e poi in commissione terza sui servizi sociali di cui era presidente. Il consiglio comunale – che le aveva dedicato un applauso commosso pochi giorni dopo il grave incidente – sarà la tappa successiva.

Il racconto della tragedia

Il 12 novembre del 2014 ha segnato la vita della giovane Elena. Quel pomeriggio la consigliera comunale  era uscita dallo studio legale dove faceva praticantato ed era passata in pasticceria Vigoni in Strada Nuova, da Enrico, il fidanzato. La vita gli ha regalato un imprevisto inaspettato nel suo percorso. Solo due ore prima, alle 17, aveva mandato un’e-mail con le foto delle prove dell’abito da sposa a papà Lino. “Ti voglio bene e voglio condividere con te quanto sto vivendo! Grazie di questi meravigliosi 26 anni che mi hai regalato. Sei un esempio” aveva scritto sul cellulare al padre. Poi si era diretta in piazza Italia dove aveva parcheggiato l’auto. Poi la tragedia. L’auto con a bordo due ragazzi moldavi, una Opel Insignia rubata, l’ha travolta e agganciata trascinandola per quasi seicento metri lungo Strada Nuova. Un buco nero nella sua memoria.

“A volte il caso . Elena – ha detto il padre alla Provincia Pavese – si è trovata nel luogo sbagliato nel momento sbagliato. Ma poi ha anche trovato le persone giuste nel momento giusto. Penso ai soccorritori che l’hanno rianimata per strada, ai medici e a tutto il personale degli ospedali in cui è stata ricoverata in questi mesi. E agli investigatori che con la Procura non si sono mai arresi”.

MD