Marino giustifica le vacanze Usa: “A Roma continue minacce”

Ignazio Marino (Franco Origlia/Getty Images)
Ignazio Marino (Franco Origlia/Getty Images)

La sua lunga assenza dalla Capitale aveva creato non pochi malumori ed era stata criticata aspramente anche da uno dei suoi predecessori, Francesco Rutelli. Ma ieri, il sindaco di Roma, Ignazio Marino, parlando alla trasmissione di La7 ‘Otto e mezzo’ ha giustificato così le lunghe vacanze negli Usa: “Mi trovavo negli Stati Uniti per motivi al di fuori della mia volontà, perché negli ultimi mesi ho ricevuto diverse minacce di morte, dirette con lettere scritte a me mia moglie e mia figlia, diverse volte ho ricevuto buste con pallottole. Avevo cominciato da sindaco andando in bici, ora devo muovermi con tre auto di scorta e sei uomini di scorta”.

“Volevo 14 giorni con mia moglie e mia figlia senza girare con persone armate, che ringrazio. Quando ho cominciato a lavorare a Roma da chirurgo al Gemelli stavo lì sette giorni su sette e gli infermieri mi dicevano ‘Marino ma non ce l’hai una casa’?”, si giustifica dunque il primo cittadino, che poi rispetto alle critiche per l’assenza nei giorni dei funerali di Vittorio Casamonica rileva: “Non c’era davvero nessuna emergenza. Quel che è accaduto è un funerale in cui una famiglia ha voluto manifestare e spettacolizzare la morte di un essere vivente per mandare dei messaggi ai vivi. Quel giorno pochi minuti sono stato informato e siamo intervenuti subito con delle dichiarazioni di condanna”.

Secondo Marino, “c’è stata una disfunzione nella comunicazione con le forze di sicurezza. Ci sono stati fatti gravi come l’elicottero che ha sorvolato Roma gettando petali di rosa: potevano essere  una sostanza tossica. Non è compito del Comune sorvegliare i cieli di Roma o controllare le organizzazioni criminali”. Quindi  è intervenuto sulle foto che lo ritraggono mentre fa immersioni: “E’ un falso. E’ stata scattata da un istruttore sei anni fa dall’altra parte dell’emisfero e risale al 2010, non ho nemmeno la barba e non poteva ricrescere in così poco tempo. C’è una campagna diffamatoria contro chi vuole cambiare le cose perché sono poco popolare nei salotti buoni, ma popolare tra le persone”. Dunque Marino si dice “assolutamente non pentito” e spiega: “Sono stato in contatto con il mio staff, credo di avere uno straordinario vicesindaco, sette assessori sono rimasti in quelle settimane. La città è stata assolutamente sotto controllo”.

GM