Il diario di Yara: “La mia vita sulla linea del tempo”

Yara Gambirasio
Yara Gambirasio

Yara Gambirasio e il suo futuro. Come lo immaginava? Dalle parole che si trovano scritte nel diario di scuola  della ginnasta di Brembate lo si intuisce. Nel processo per omicidio che si sta svolgendo contro Massimo Giuseppe Bossetti, il muratotre di Mapello,  unico imputato, è stato preso in esame dalle parti il diario di Yara. Lo riporta un articolo del “Corriere della sera” che pubblica il contenuto delle pagine dell’agenda della vittima.

Compito di inglese sulla pagina del diario di scuola del 25 novembre 2010: «Trovo almeno otto cose che cambieranno la nostra vita nel corso del tempo”. L’annotazione di Yara Gambirasio sotto «ripasso di storia» e «ricopia frasi di grammatica» segna il giorno prima del suo omicidio. Il 26 novembre la tredicenne di Brembate Sopra aveva l’interrogazione di musica, la ricerca di arte su Leonardo da Vinci con la raccomandazione a se stessa “ps. occhio che potrebbe int. o fare verifica” e per geografia “studio bene».

Ci sono anche gli spazi concessi ai momenti più leggeri dei primi giorni di scuola cedono il posto ai capitoli di storia e di geografia da studiare, o agli esercizi di tedesco e grammatica. Yara li scrive spesso in prima persona, come a volersi raccomandare di non dimenticarsi nulla: “Faccio prima mate, preparo la cartella, vado in biblioteca, poi tedesco. Non devo vedere la tv». Nella Terza C della scuola media paritaria “Maria Regina» di via Broseta, a Bergamo, si chiedevano anche momenti di riflessione. Come per lunedì 27 settembre: “Religione: in 2 minuti sto con gli occhi chiusi e silenziosamente sento che cosa sento fuori e dentro di me». E per il 2 dicembre: «Faccio la mia vita sulla linea del tempo». Yara non c’era già più. Le annotazioni si fermano al 5 dicembre. Poi le pagine sono bianche. Il vuoto. Quelle precedenti restano piene di vita.

Quel che resta di libero è tutto per lo sport. “Gara serie D A.B.S.” in maiuscolo occupa tutta la pagina domenica 28 novembre. Yara non avrebbe gareggiato, ma si era offerta come aiutante. È la competizione per cui aveva portato lo stereo in palestra, due sere prima. La sera dell’omicidio. «Tremenda» è stampato sulla copertina, sottotitolo “voglia di vivere”. Yara aveva riempito gli spazi dei dati personali scrivendo nome e cognome corredati di riccioli. Accanto la pagina con stampata “Positività”, di don Antonio Mazzi: “Ci sono due modi di vedere il domani, c’è chi lo vede come un giorno chiuso tra due notti e chi invece preferisce vedere nel domani una notte confinata tra due giorni”.