Tragedia A14: la morte di Giulia resta un mistero

Giulia Di Sabatino (foto profilo Facebook)
Giulia Di Sabatino (foto profilo Facebook)

Non si può morire in questo modo a soli diciannove anni, giù da un cavalcavia, e poi travolta da decine tra auto e camion che dilaniano il cadavere tanto da renderlo difficile da riconoscere anche dai genitori. Questo è  accaduto a Giulia Di Sabatino, studentessa di Tortoreto nella notte del 31 agosto, la notte del suo compleanno. Avrebbe compiuto 19 anni Giulia, ma a quel compleanno non c’è mai arrivata. Un lavoro estivo per mettersi i soldi da parte per raggiungere la sorella più grande in Inghilterra. Voleva imparare l’inglese e fare un’esperienza lontana da casa, dalla famiglia che pure amava e dalla quale era amata. Aveva già fatto il biglietto aereo e la valigia era quasi pronta: “Impossibile che si sia suicidata”. E’ questo quello che pensano i suoi genitori.

Il funerale di Giulia

 “Per sempre Giulia nei nostri cuori”. L’hanno salutata così gli amici che hanno tributato l’ultimo abbraccio a Giulia. La chiesa di San Nicola, a Tortoreto alto, troppo piccola per contenere la folla che si è stretta al dolore dei familiari della giovane. Qualcuno ha anche avvertito un malore per via del gran caldo. Presente anche la comunità albanese che vive a Tortoreto. Albanese è la mamma di Giulia, abbracciata all’altra figlia. C’erano anche le telecamere de “La Vita in Diretta” a seguire le esequie.. Al termine delle esequie una ragazza ha letto i messaggi scritti dagli amici. Una in modo particolare ha colpito e che racchiude tutti gli altri: “Giulia, grazie per esserti donata”. Poi il saluto nella piccola piazzetta antistante la chiesa, prima dell’ultimo viaggio verso il cimitero di Tortoreto dove la salma riposerà nella speranza che finalmente possa essere fatta piena luce su questo suicidio.

MD