Tenta il suicidio e suo padre in ospedale confessa abusi sessuali

Stupro pedofilia
(Spencer Platt/Getty Images)

Ha tentato il suicidio a soli 29 anni e ha manifestato così la sua disperazione, quella di una vita segnata troppo a fondo da ferite antiche. Una vita rovinata quando lei aveva solo otto anni. Al suo capezzale in ospedale a Genova il padre confessa quello che nessuno sapeva: quando sua figlia era una bambina lui ha abusato di lei per almeno due anni. Un crimine schifoso, tremendo che ha trasformato per sempre quella dolce e innocente bambina in una ragazza prima e donna poi debole, impaurita, devastata da quello che aveva subito.

La ragazza per tutti questi anni non aveva mai parlato con nessuno di quello che era accaduto e anche la madre a quanto pare non sapeva nulla. Un velo di oblio venuto meno nel momento del tentato suicidio, una morte che sarebbe dovuta arrivare grazie ai numerosi farmaci assunti dalla 29enne, ma che per fortuna non l’ha colta. Mentre lei lottava tra la vita e la morte, il papà confessava la sua terribile colpa. Ma oltre al danno arriva la beffa.

I reati commessi dall’uomo sono accaduti tra il 1995 e il 1997, si parla quindi di 18 anni fa. Siccome i termini di prescrizione sono di 15 anni quest’uomo, questo mostro, pedofilo e stupratore, non pagherà mai per quello che ha commesso. Nessuna pena avrebbe ridato quello che sua figlia aveva perso per sempre alla tenera età di 8 anni, ma almeno si sarebbe fatta giustizia. Andare avanti sapendo che un reato del genere rimane impunito è difficile per tutti, figuriamoci per quella ragazza. Ma se quell’uomo una coscienza ce l’ha immaginiamo che anche per lui non sarà facile andare avanti, guardarsi allo specchio, considerarsi uomo, definirsi padre.

F.B.

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