Ruini: “Niente eucarestia per i divorziati”

Cardinal Camillo Ruini waits before a papal mass on the Solemnity of Pentecost at St Peter's basilica on May 24, 2015 in Vatican.  AFP PHOTO / ANDREAS SOLARO        (Photo credit should read ANDREAS SOLARO/AFP/Getty Images)
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Decisa e inamovibile la posizione del Cardinale Camillo Ruini sul matrimonio. Un curriculum di tutto rispetto: Cardinale vicario della diocesi di Roma dal 1991 al 2008, presidente della la Conferenza episcopale italiana per sedici anni e  attualmente presidente del comitato scientifico della Fondazione Joseph Ratzinger. A margine della presentazione a Roma del libro di Marcello Pera “Diritti umani e cristianesimo”, il Cardinale ha dichiarato, in relazione alla comunione concessa dopo  un periodo di penitenza ai divorziati risposati, che  in questo caso “non si tratta di una condizione personale ma di una condizione oggettiva, per cui ritengo che una via penitenziale non possa esserci. Del resto l’ha detto il Papa recentemente: il matrimonio-sacramento è indissolubile anche per la Chiesa. E questo significa che nemmeno la Chiesa può scioglierlo. E, quindi, se uno ha contratto validamente il matrimonio-sacramento, quel matrimonio rimane. È tutto molto semplice”. Una visione che non concede aperture su cui Ruini insieme ad altri dieci cardinali ha scritto un libro. Il tema della famiglia da sempre ha generato punti di vista differenti ma ha spiegato che “non è in atto alcuna contrapposizione per la quale non si possa trovare una linea alla fine comune. E poi c’è sempre il ruolo del Santo Padre che è il punto di riferimento per tutti indipendentemente dalle opinioni personali che possiamo avere”, ha rassicurato il cardinale”. Infine Ruini ha concluso spendendo delle parole di riconoscimento nei confronti del Pontefice e della novità apportata dal suo operato fino ad ora: “Francesco ha portato certamente qualcosa di nuovo e questo qualcosa è molto importante e anche molto significativo. C’è, dunque, un processo nella Chiesa italiana di adeguamento alle novità che lui sta mettendo in essere giorno dopo giorno. È un processo anche di reciproca conoscenza e comunione fra la Chiesa italiana e il Papa e il Papa e vescovi del Paese. Ma non dobbiamo dimenticare che la novità che sta portando il Papa è un qualcosa di grande come il recente viaggio negli Stati Uniti ha dimostrato. E noi tutti, nessuno escluso, vogliamo fare nostra questa novità”.

Roberta Garofalo