“11 milioni di euro ai terroristi per liberare Greta e Vanessa”

Greta Vanessa Riscatto
(FILIPPO MONTEFORTE/AFP/Getty Images)

Greta Ramelli e Vanessa Marzullo, le due cooperanti rapite l’anno scorso in Siria e liberate dopo cinque mesi e mezzo di prigionia, sarebbero costate allo stato italiano ben undici milioni di euro. Sarebbe questa la cifra sborsata dal governo per liberare le due ragazze che erano state rapite dalle milizie di Al Nusra, considerate vicine ad Al Qaeda.

La nuova rivelazione arriva da fonti giudiziarie di Aleppo secondo le quali sarebbe anche stata condannata da un tribunale islamico una delle persone coinvolte nel negoziato con l’accusa di essersi intascata circa metà del riscatto. Si tratta di Hussam Atrash, uno dei signori della guerra locali, che aveva la base dei suoi traffici proprio ad Abzimo, la località dove scomparvero le due cooperanti italiane. Sempre secondo le stesse fonti oltre ai 5 milioni di euro che si sarebbe intascato lui, ci sarebbero gli altri sette milioni che sarebbero poi stati divisi tra i restanti signori della guerra locali.

Il pagamento del riscatto, al di là della sua entità, è sempre stato negato categoricamente dal governo italiano e dal ministro degli Esteri Paolo Gentiloni. Adesso questi nuovi elementi gettano una nuova luce sulla vicenda e non è da escludersi che qualcuno chiederà al ministro di andare in aula a chiarire la posizione italiana sulla vicenda. Anche perché di segreti di Stato in Italia ne abbiamo già avuti abbastanza in passato e sarebbe ora di fare un po’ di chiarezza su certe vicende che non possono più rimanere chiuse nelle stanze segrete del Palazzo.

F.B.