Marino annuncia: “Lascio la politica, magari vado a Sidney”

Ignazio Marino (TIZIANA FABI/AFP/Getty Images)
Ignazio Marino (TIZIANA FABI/AFP/Getty Images)

Sommerso dallo scandalo delle cene e dei viaggi “sospetti”, il sindaco di Roma, Ignazio Marino, in un’intervista a ‘Chi’ oggi in edicola si racconta e spiega che non resterà in politica a vita, anzi fissa il vincolo di due mandati: “Non nasco politico e non morirò politico. Ho sempre pensato fosse un impegno a termine. Le posso dire che dal 2023 sicuramente non farò più politica e magari vivrò a Sydney, anche se mia moglie non ne può più di traslocare”.

Come il leader di Sel, Nichi Vendola, ha manifestato l’intenzione di trasferirsi in Canada, dunque, anche Marino sembra voler legare il suo futuro a uno Stato estero. Nell’intervista, il sindaco cita un passaggio della sua ‘lectio magistralis’ a Filadelfia: “Nulla di importante avviene nella vita senza lavoro duro e spirito ribelle. E se qualcuno ti dice che quella cosa non è possibile, rispondi che la parola impossibile non esiste”. Proprio sulle polemiche rispetto al recente viaggio negli Usa, rispetto alle quali è intervenuto anche Papa Francesco, Marino ribadisce: “Era organizzato da tempo, sia per il mio intervento all’università, sia per incontrare imprenditori disposti a finanziare progetti come il restauro dei Fori”.

“Spendere anche 1500 euro per invitare chi versa due milioni di euro per restaurare il Foro di Traiano o per ottenere i fondi per la riqualificazione delle periferie non crede sia vantaggioso?”, si chiede il primo cittadino, aggiungendo: “Ad aprile il sindaco di Filadelfia è venuto a Roma per informarsi sulla nostra esperienza in merito a questi grandi eventi di accoglienza e mi ha invitato. Ho unito i vari impegni in un solo viaggio. Tutto qui”.

Quindi sulle polemiche riguardanti le spese fatte con la carta di credito del Campidoglio: “Erano tutte spese istituzionali, incontri e cene fatte per affrontare i problemi della città. E questo succede ovunque, anzi, Roma con me spende meno che in passato e certamente in linea con le altri grandi città”. Infine sul decoro urbano, altro argomento molto dibattuto in queste settimane: “Abbiamo un addetto ai rifiuti ogni 367 abitanti. Londra ne ha uno ogni 569 e Berlino uno ogni 631. Abbiamo creato 800 itinerari prestabiliti per le macchine spazzatrici e abbiamo montato il gps sulle macchine. Così possiamo seguirle e controllarle. Ogni tre mesi verificheremo con sondaggi capillari il gradimento dei cittadini. Se sarà negativo affideremo tramite gara, la pulizia ai privati”.

GM