“L’ho uccisa perché non voleva ritirare la denuncia”

Giordana Di Stefano (foto da Facebook)
Giordana Di Stefano (foto da Facebook)

Giordana Di Stefano, mamma di una bambina di 4 anni, è stata uccisa a coltellate dal suo ex compagno, Luca Priolo, perché non voleva ritirare la denuncia per stalking. L’assassino, che dopo essere stato arrestato, ha reso piena confessione, davanti al giudice Paolo Guidi ha escluso la premeditazione, parlando di un raptus e sostenendo: “Avevo comprato un coltellino di pochi centimetri da un’armeria cinque mesi fa per sicurezza e difesa, visto che la zona in cui abito, alla periferia di Belpasso, nel Catanese, la sera è isolata e pericolosa”.

Il giovane dopo il delitto è fuggito ed è stato arrestato a Milano grazie alle indagini dei carabinieri di Catania, che hanno scoperto l’intenzione del 24enne di riparare all’estero. Da parte loro, i legali di Luca Priolo, gli avvocati Sergio Di Mariano e Gaetano Agosta, sostengono che dietro al raptus ci sarebbe la rabbia perché la sua ex non voleva ritirare una denuncia che il 24enne “riteneva ingiusta perché diceva di non essere stato lui a entrare a casa della giovane, nel 2013, da una finestra. E che gli bloccava il futuro lavorativo. Lui era ancora innamorato di lei, e soltanto adesso comincia a capire cosa ha fatto”.

Secondo i familiari della vittima, invece, al giovane era stato proposto un accordo, ovvero il ritiro della querela in cambio dell’affidamento esclusivo della piccola alla mamma, che questi avrebbe però rifiutato. Oggi i funerali della giovane, intanto, il sindaco ha proclamato il lutto cittadino.

GM