Renzi: “Giù le tasse. Saranno legge lo ius soli e le unioni civili”

Matteo Renzi (THIERRY CHARLIER/AFP/Getty Images)
Matteo Renzi (THIERRY CHARLIER/AFP/Getty Images)

Dimissioni di Marino, migranti, tasse, diritti civili e intervento in Iraq: questi gli argomenti trattati dal presidente del Consiglio, Matteo Renzi, ospite del salotto televisivo di Fabio Fazio, a ‘Che tempo che fa’. “La legge di stabilità non dirò che è storica, ma riduce le tasse. E mi sembra divertente, perché è il segno che l’Italia può ripartire” – ha spiegato il premier parlando di tasse – “Da quando ci siamo noi, la discussione è quali tasse abbassano quest’anno, a differenza delle finanziarie degli scorsi anni”.

Quindi l’annuncio: “Nella legge di stabilità ci sarà una misura ad hoc per portare in Italia 500 professori universitari anche italiani. Un modo per attrarre i cervelli con un concorso nazionale basato sul merito e gli diamo un gruzzolo per progetti di ricerca”. Renzi ha poi scherzato sui rapporti con il leader di Forza Italia, Silvio Berlusconi: “No, non mi parla più, è arrabbiato con me. E io non ci dormo la notte…”. Toccate anche le tematiche di ius soli e unioni civili: “L’Italia avrà le due nuove leggi”, ha sottolineato Renzi.

Per la prima tematica, il premier fa sapere che si sta esaminando uno “ius soli temperato, legato a un ciclo di studi”, mentre sul secondo fronte “è rimasto un punto aperto, quello delle adozioni del figlio del partner in caso di decesso. Ci sono opinioni diverse, ma a me interessa portare a casa il risultato e credo che lo porteremo a casa, perché è un altro degli impegni che ci eravamo presi. Discuteremo con quella parte della coalizione che meno approva questa posizione, però anche in questo caso abbiamo dimostrato che la politica, se vuole, può essere seria. Se diciamo: questa cosa si fa, si fa e unioni civili e ius soli si fanno”.

Le dimissioni di Marino

Renzi ha anche affrontato la questione delle dimissioni di Ignazio Marino da sindaco di Roma: “Da segretario Pd non so se si è rotto qualcosa tra Marino e il Pd. Marino vinse le primarie un po’ a sorpresa e questo me lo rende simpatico perché vinse anche contro parte del Pd romano. Forse qualcosa si è rotto con la città”. Sul futuro della Capitale, il premier fa alcune ipotesi: “Sabella è un ottimo nome ma chi sarà il commissario lo deciderà il prefetto di Roma, nei prossimi mesi è fondamentale che chi può dare una mano a Roma lo faccia”. Infine smentisce di non volere le primarie: “Non scelgo io il sindaco, non può essere il segretario del Pd a scegliere, saranno i cittadini”.

Migranti e Iraq

Si passa infine alla politica estera, con Renzi che ricorda: “Finalmente stanno cambiando regole. L’Europa sta accettando il principio italiano, ma di questo non si parla. Negli ultimi mesi, persino Hollande e Merkel stanno arrivando sulla posizione italiana e finalmente non siamo più soli”. Il premier ammonisce però: “L’Italia deve fare di più su cooperazione internazionale, tra 20 anni dobbiamo essere leader in Africa sulla possibilità di fare sviluppo. Dobbiamo creare condizioni di sviluppo accanto all’accoglienza immediata”.

Sui bombardamenti anti-Isis in Iraq: “La decisione non è presa. In linea di principio che si possa intervenire con le armi in certe situazioni è un dato di fatto ma la situazione irachena non ha queste caratteristiche almeno per il momento”. Renzi ha concluso: “O riusciamo ad avere una strategia complessiva europea o siamo tutti vittime di una strategia che va avanti giorno dopo giorno”.

GM