“I Down vanno bene in cucina, non si occupino di bambini”

Asilo nido (FRANK PERRY/AFP/GettyImages)
Asilo nido (FRANK PERRY/AFP/GettyImages)

Nei giorni scorsi, aveva destato molto clamore la vicenda della mamma che aveva portato la figlia di dieci mesi all’asilo nido, ma aveva poi deciso di ritirarla, preoccupata della presenza di una delle assistenti con la sindrome di Down, “ma con tutte le carte in regola per svolgere quel lavoro”, come precisato dalla direttrice della struttura. L’episodio, avvenuto a Ferrara, ha infatti innescato prima una polemica tra l’asilo nido e la famiglia della bimba, per poi creare dibattito nell’opinione pubblica ed estendersi sui social.

A gettare benzina sul fuoco ci ha pensato nelle scorse ore Massimo Masotti, vicepresidente dell’Ordine dei medici di Ferrara, il quale commentando un post di Camilla Ghedini, addetta stampa dell’Ordine dei medici ferrarese, ha sostenuto: “Anche io avrei riportato a casa i miei nipoti”. Parole alle quali la Ghedini ha replicato: “Forse perché i tuoi figli e i tuoi nipoti non hanno la sindrome di Down. Se così fosse sentiresti anche tu la necessità di creare il senso dell’accoglienza”.

A questo punto, il medico rincara la dose: “I Down vanno bene in cucina, a fare giardinaggio…ma a cambiare i bambini di pochi mesi proprio no: questa è platealità e cialtroneria”. Per Camilla Ghedini, queste sono “parole che pesano”, ma Masotti non sembra essere ancora una volta d’accordo: “Sono parole ‘pesate’, non ‘pesanti’: del resto non avrei potuto mai fare né l’equilibrista né l’aviatore, né il fisico né l’architetto. Onestà è riconoscere i propri limiti e, eventualmente, anche quelli degli altri”.

GM