Il Papa per la prima volta proclama santi una coppia di coniugi

PHILADELPHIA, PA - SEPTEMBER 27: Pope Francis celebrates mass at the World Meeting of Families at Benjamin Franklin Parkway September 27, 2015 n Philadelphia, Pennsylvania. Philadelphia will be the final stop of a five-day trip to the U.S. which included stops in Washington D.C. and New York following a three-day stay in Cuba. (Photo by CJ Gunther-Pool/Getty Images)
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Papà Bergoglio è decisamente il Pontefice delle novità. Un’ulteriore conferma stamattina quando durante la Santa Messa davanti a 65 mila fedeli, ha proclamato  santi i beati Vincenzo Grossi, Maria dell’Immacolata Concezione e i coniugi Ludovico Martin e Maria Azelia Guerin. E’ la prima volta che viene canonizzata una coppia di sposi, in questo caso  i genitori di Santa Teresa di Lisieux, la protettrice delle missioni, nota come Teresina di Gesù Bambino. I suoi genitori, oggi santificati, erano l’orologiaio Ludovico Martin (1823-1894) e Maria Azelia Guèrin (1831-1877), merlettaia. E’ dall’epoca dei primi martiri cristiani che  la Chiesa non aveva mai canonizzato due sposi insieme. E’ accaduto nel 2001 invece che  una coppia, Luigi Beltrame Quattrocchi e la moglie, Maria Corsini, sono stati proclamati beati dalla Chiesa Cattolica. Durante la stessa cerimonia di stamane Papa Francesco ha  proclamato santi anche don Vincenzo Grossi e Maria Isabel Salvat Romer. Il primo nato nel 1845 era figlio di un mugnaio, ordinato sacerdote nel 1869, che operò nella quarta diocesi di Cremona e fondò l’Istituto delle Figlie dell’Oratorio, morì nel 1917. La seconda Nata nel 1926 a Madrid, nel quartiere di Salamanca, a 18 anni lasciò tutto per entrare nella Congregazione delle Sorelle della Compagnia della Croce, un istituto fondato a Siviglia nel 1875 da Angela de la Cruz e dedito alla cura dei bisognosi e all’educazione delle bambine più povere, oggi presente anche in Italia ed Argentina. Conosciuta come suor Maria dell’Immacolata Concezione, la religiosa spagnola è morta nel 1998. Durante la messa il Pontefice si è focalizzato sul contrasto tra il potere e il servizio affermando che”Di fronte a gente che briga per ottenere il potere e il successo, per farsi vedere, di fronte a gente che cerca siano riconosciuti i propri meriti e i propri lavori, i discepoli sono chiamati a fare il contrario. Gesù indica il servizio quale stile dell’autorità nella comunità cristiana. Chi serve gli altri ed è realmente senza prestigio esercita la vera autorità nella Chiesa. Gesù ci invita a cambiare mentalità e passare dalla bramosia del potere alla gioia di scomparire e servire; a sradicare l’istinto del dominio sugli altri ed esercitare la virtù dell’umiltà”. Ha concluso poi sostenendo che noi uomini “in quanto battezzati” tutti dobbiamo seguire l’esempio di Gesù, diventando anche noi “canali del suo amore, della sua compassione, specialmente verso quanti sono nel dolore, nell’angoscia, nello scoraggiamento e nella solitudine”.

Roberta Garofalo