Marino: “Non sono indagato e rifletto sulle dimissioni” – VIDEO

Rome's mayor Ignazio Marino gives a press conference on December 5, 2014 in Rome. The mayor of Rome on Sunday said he refused to be intimidated by threats from the criminal underworld and defied calls for him to resign over a scandal which has rocked the Italian capital. Ignazio Marino had been advised by Rome's prefect not to use his bicycle any more because of threats from "dangerous organisations" which emerged this week after an anti-mafia sweep revealed a web of dirty deals between political figures and a notorious mobster. AFP PHOTO / TIZIANA FABI (Photo credit should read TIZIANA FABI/AFP/Getty Images)
Ignazio Marino (TIZIANA FABI/AFP/Getty Images)

Dopo le quattro ore trascorse ieri in procura, il sindaco dimissionario di Roma, Ignazio Marino, ha organizzato una conferenza stampa in Campidoglio. Il primo cittadino ha cercato di chiarire la sua posizione sul ‘caso scontrini’ che lo ha costretto alle dimissioni.  “Non sono iscritto nel registro degli indagati – ha detto il sindaco riferendosi alla sua presenza in procura – sono stato ascoltato come persona informata dei fatti”.  Poi Marino è passato alla difesa, criticando gli esposti di M5S e FDI: “Sono vergognosi. Sono scritti o da persone in malafede o ignoranti”. Il professore, riferendosi a una ricevuta di tintoria – una di quelle ‘incriminate’ – ha spiegato che si trattava di una spesa per lavare non i suoi vestiti ma gli abiti storici dei trombettieri di Vitorchiano, i tappeti, le bandiere e altri tessuti usati per accogliere i capi di Stato in Campidoglio. A domande specifiche su alcune delle famose cene contestate, però, Marino si è trincerato dietro un lapidario “Non ho nessun commento da fare, ho riferito alla magistratura”. Il primo cittadino dimissionario ha ribadito di non aver usato soldi pubblici per scopi privati ma anzi di aver speso denaro personale per fini pubblici, come accaduto durante una sua recente visita a New York. Per quanto riguarda l’eventualità che Marino torni sui suoi passi, ritirando le dimissioni da sindaco, bisognerà aspettare il 2 novembre per avere una risposta certa: “Così come prevede la legge, il 12 ottobre ho firmato la lettera di dimissioni prendendomi 20 giorni per opportune riflessioni e verifiche. Lo pensavo e lo penso ancora”. Ripensamento in vista?

L. B.