95enne spara alla moglie di 90. L’epilogo di una follia premeditata

Anziani in ospedale (THOMAS SAMSON/AFP/Getty Images)
Anziani in ospedale (THOMAS SAMSON/AFP/Getty Images)

Non ce l’ha fatta il 95enne Ernesto Cecchinato, che ieri mattina alle 10 all’ingresso dell’ospedale dell’Angelo di Mestre ha ucciso la moglie 90enne, Loredana Pedrocco, e poi si è sparato, rimanendo ferito in maniera gravissima. L’uomo è morto nella notte, nello stesso nosocomio, dove era stato operato d’urgenza. Sin dall’inizio, i medici avevano lasciato poche speranze rispetto alle possibilità di sopravvivenza dell’anziano, un ingegnere in pensione.

Secondo alcune testimonianze, l’anziano avrebbe raggiunto la consorte nella hall del nosocomio, quindi l’avrebbe freddata con tre colpi di arma da fuoco, prima di rivolgere la pistola verso di sé e spararsi alla tempia. La coppia spesso si recava in ospedale, il che lascia presupporre che probabilmente uno dei due era in condizioni fisiche precarie e ciò potrebbe essere stato all’origine di qualche diverbio, trasformatosi oggi in tragedia.

A confermare la premeditazione, una lettera firmata da entrambi i coniugi e indirizzata alla figlia, nella quale la donna viene ringraziata per essersi presa cura di loro, rinvenuta nella borsa della donna. Ha spiegato il dirigente del Commissariato di Mestre, Eugenio Vomiero, che coordina le indagini: “Hanno lasciato una lettera alla figlia per dirle che le hanno voluto bene. Scusate la mia emozione, ma credetemi che leggerla è stato molto commovente”.

Vomiero ha proseguito parlando coi cronisti: “I loro intenti erano già programmati, era gente che vedeva ormai la fine della loro vita terrena e non voleva creare fastidi alla figlia”. Una vicina di casa ha descritto gli anziani coniugi come “due persone molto a modo, molto gentili, sempre sorridenti”, dicendosi “molto dispiaciuta. Si trattava di una coppia molto unita, uscivano sempre insieme. Lei era sempre molto attiva”.

GM