Ladro ucciso in casa, Renzi: “Il pensionato non è un eroe”

Matteo Renzi (ANDREAS SOLARO/AFP/Getty Images)
Matteo Renzi (ANDREAS SOLARO/AFP/Getty Images)

“È un errore fare del pensionato un eroe”, così – ospite della trasmissione di La7 ‘Otto e mezzo’ – il presidente del Consiglio, Matteo Renzi, interviene rispetto alle polemiche sull’uso eccessivo della legittima difesa, dopo la reazione del proprietario di una villetta alle porte di Milano, che l’altra notte ha ucciso un ladro che tentava il furto nel suo appartamento. Il premier rimarca che si tratta di un errore “innanzitutto per la persona e per le dinamiche che non sono chiare”.

Sottolinea Renzi: “Rispetto alla sicurezza saremo sempre in prima linea ma senza strumentalizzare se c’è un tema di norme sulla legittima difesa si può discutere con il buonsenso perché stiamo parlando di una dinamica molto complessa da non affrontare sull’onda dell’emozione”. Il premier chiarisce: “Chi si trova in casa qualcuno ha una reazione comprensibile ma il codice dice ci deve essere proporzionalità”. Quindi fa appello alla politica: “Quando la magistratura indaga la politica deve tacere”.

Sul fronte opposto, il leader della Lega Nord, Matteo Salvini, secondo il quale l’Italia ha già pianto “troppi tabaccai, gioiellieri, tassisti, due anziani di Palagonia massacrati a botte e violentati”. Salvini, ospite di ‘Matrix’, difende il pensionato: “Se si è difeso ha fatto bene!”. Il leader del Carroccio ci tiene poi a precisare che “una morte è sempre una sconfitta”. Poi però conclude: “Ma se per elevare la mia statura morale devo dire che mi dispiace per quel rapinatore: no, non lo dico la politica deve risolvere questi problemi. Mi sarebbe dispiaciuto molto di più piangere il pensionato massacrato. Il ragazzo era clandestino. Doveva essere espulso invece era qui”.

GM