“Ormai è chiaro, questo Papa dà fastidio a molti”

Papa Francesco
(FILIPPO MONTEFORTE/AFP/Getty Images)

Iniziano ad essere un po’ troppi gli episodi strani che ruotano e coinvolgono il Papa. Non si tratta di fare dietrologie e spiccio complottismo, però intorno all’evento del Sinodo e in vista del Giubileo si sta davvero scatenando di tutto. A partire dalle domande su Marino negli Usa con tutto quelle che ne cosenguì, per arrivare poi al coming out di Monsignor Charamsa proprio il giorno prima dell’apertura del Sinodo. Poi c’è stata la lettera dei cardinali dissidenti che doveva rimanere privata e guarda caso è uscita sui giornali. Fino al colpo di teatro di ieri con l’annuncio choc di un tumore al cervello per Papa Francesco. Leggendo questo elenco di fatti chiunque penserebbe che c’è qualcosa che non quadra. Ed è così anche per gli ambienti vicini al Vaticano e al Papa stesso. Ieri l’Osservatore Romano ha parlato apertamente di “intento manipolatorio del polverone sollevato” e oggi conferma questa impressione anche il cardinale Walter Kasper intervistato dal Corriere: “E’ probabile che si sia voluta fare un’azione di disturbo. Un po’ come la storia di quel prete polacco, all’inizio del Sinodo (il riferimento è a Charamsa, n.d.r.). Tutti hanno capito qual era l’intenzione, ma noi ci siamo detti: non lasciamoci manipolare. E non ha avuto nessun effetto sul Sinodo. Sarà così anche in questo caso”.

Sull’eventuale e a questo punto fantasiosa idea della malattia del Papa dice: “Lo vediamo tutti, il Papa, ogni giorno, e le assicuro che non dà certo l’impressione di essere malato: è sempre in movimento, pieno di energia, semmai lavora troppo!”.

Alla fine arriva la conferma che il Sinodo e i suoi esiti spaventano e danno fastidio a molti: “certe persone sono nervose ed ora guardano con apprensione all’esito del Sinodo, fuori e dentro. Del resto ad alcuni non piace questo Papa, mi pare evidente. Forse hanno cercato di influenzarci: ma noi facciamo il nostro lavoro, il Papa è in buona forma. È un tentativo vano. Il Sinodo è camminare insieme, così invece si divide la Chiesa tra due poli. E io questo non lo voglio: come cardinale, non si può volere una divisione”.

F.B.