Brembate, i Ris: “La verità sui leggins di Yara”

Yara Gambirasio ( Foto dal Web)
Yara Gambirasio ( Foto dal Web)

Il comandante del Ris di Parma, Giampietro Lago, ascoltato in tribunale a Bergamo durante il processo a Massimo Giuseppe Bossetti, unico imputato per l’omicidio di Yara Gambirasio, sparita nel nulla il 26 novembre 2010 da Brembate di Sopra e trovata senza vita il 26 febbraio 2011 in un campo di Chignolo d’Isola, riguardo ai leggins della ginnasta ha detto: “Piena compatibilità, per morfologia, cromatismo e composizione chimica tra le fibre di tessuto trovate sui leggins della vittima e quelle dei sedili del furgone di Massimo Bossetti.”

Lago,  ha ricostruito il  meticoloso lavoro  grazie al quale gli inquirenti sono arrivati a comparare le fibre di colore giallo, turchese e di due tipi di azzurro trovati sui leggins di Yara e quelli, invece, che compongono i sedili del furgone di Bossetti. Fibre che – ha sempre sostenuto la difesa – sono invece comuni a molti mezzi in circolazione.

Riguardo al furgone del muratore di Mapello, l’ufficiale ha inoltre spiegato ai giudici che dalla comparazione e sovrapposizione delle immagini catturate dalle telecamere di sorveglianza le quali ritraggono un mezzo nei pressi della palestra da cui scomparve Yara e quelle fatte all’autocarro di Bossetti emerge, una diagnosi di “identificazione probabile” di “un furgone Fiat Daily, con passo medio” con le stesse caratteristiche di quello del presunto assassino.

Le indagini del Ros dei carabinieri furono determinanti per individuare circa duemila Iveco Daily presenti nel Nord Italia. Furono fotografati ed esclusi quelli che avevano caratteristiche incompatibili con quello ripreso dalle telecamere. Da questo si arrivò a cinque mezzi, fra queste anche quello dell’unico accusato,ma, stando alle indagini, i proprietari degli altri quatto non potevano essere a Brembate di Sopra il pomeriggio del 26 novembre del 2010, quando Yara sparì.

MD