“Caro Renzi, non voglio la tua elemosina”

La lettera di Mary Lo Fiego a Renzi (Foto Facebook)
La lettera di Mary Lo Fiego a Renzi (Foto Facebook)

Nella seconda metà di settembre, il ministro dell’Istruzione, Stefania Giannini, ospite di Radio Uno Rai, aveva annunciato: “Daremo il contributo di 500 euro netti per l’autoformazione dei docenti, previsto dalla legge sulla buona scuola, in busta paga già a ottobre”. Qualche ora dopo, l’annuncio era confermato da un tweet del presidente del Consiglio, Matteo Renzi: “Firmato il decreto sulla Carta Elettronica dei docenti. 500 euro per la loro formazione”.

In sostanza, si tratta di un bonus erogato a tutti i docenti assunti a tempo indeterminato, anche i neoassunti e coloro che nella fase C saranno assunti a novembre, in tutto 700mila docenti. Ai sensi del comma 121 della legge 107, meglio nota come “Buona Scuola”, il bonus servirà tra l’altro all’acquisto di libri e di testi, anche in formato digitale, di pubblicazioni e di riviste comunque utili all’aggiornamento professionale, a quello di hardware e software, all’iscrizione a corsi per attività di aggiornamento e di qualificazione delle competenze professionali, svolti da enti accreditati presso il ministero dell’Istruzione, dell’università e della ricerca e altro.

Un mese dopo quel decreto, il premier ha pubblicato la lettera di un professore umbro che si diceva soddisfatto del bonus concesso e scriveva tra l’altro: “Sono arrivati. 500 euro, tondi tondi. Non una chiacchiera o una promessa, ma un fatto. 500 euro sul mio conto corrente, provenienti dal Ministero della Pubblica Istruzione. E come me ad ogni insegnante di ruolo di questo paese, dall’infanzia al liceo. Compresi quelli che berciavano alla distruzione della scuola pubblica e alla deportazione dei neo-assunti, e che ora tacciono, col malloppo in tasca, pronti al prossimo piagnisteo”.

C’è però chi, come l’insegnante 51enne Mary Lo Fiego, ritiene “un’elemosina” quei 500 euro e ha già dato mandato al suo istituto bancario di restituirli, accompagnando la scelta da una lettera, pubblicata su Facebook. La docente si è quindi rivolta al premier: “Caro Sig. Renzi, in data odierna ho firmato mandato al mio Istituto Bancario, per procedere alla restituzione al mittente dei 500 euro arbitrariamente accreditati sul mio conto corrente in data 19.10. Con tale cifra la invito a comprare e studiare il manuale ‘Come rinnovare il CCNL COMPARTO SCUOLA’ e ‘Come retribuire regolarmente i docenti precari, senza stipendio da settembre’. Con profonda disistima”.

GM