Veronesi: “Eliminare il consumo di carne”

MILAN, ITALY - NOVEMBER 20:  Science For Peace President Umberto Veronesi attends the "Science For Peace" First World Conference on November 20, 2009 in Milan, Italy.The aim of the Conference is to examine the importance of scientific development as a means of improving the quality of our lives, and to delineate a new role for science in the society of the third millennium.  (Photo by Vittorio Zunino Celotto/Getty Images)
(Vittorio Zunino Celotto/Getty Images)

Carne rosse e insaccati possono provocare il tumore. L’allarme è arrivato dalla IARC, l’agenzia internazionale per la ricerca sul cancro, che ha stilato un rapporto nel quale le carni lavorate, seguite da quelle rosse, sono ai primi posti per pericolosità. L’avviso dell’agenzia viene confermato in Italia dal noto oncologo Umberto Veronesi: “Da 20 anni ripeto che esiste un legame causa-effetto tra consumo di carni rose, specialmente se lavorate, e alcuni tipi di tumori. La Iarc è la più autorevole organizzazione a livello mondiale: cataloga in modo rigoroso tutte le sostanze cancerogene conosciute. Dunque, dal punto di vista di vista scientifico, viene “ufficializzata” la carne rossa (lavorata) come causa di tumore». Nel 1987 il Codice europeo contro il cancro – dieci raccomandazioni di prevenzione per ridurre la mortalità in Europa entro il 2000 – invitava a limitare il consumo di carne e a mangiare più vegetali. Consigli confermati dall’oncologo italiano non solo per motivi di salute ma anche di ‘risorse’: “Le sostanze nocive mangiate dal bestiame vengono introdotte nel organismo e finiscono nel nostro piatto. Ingerite, si accumulano nel nostro tessuto adiposo dove rimangono a lungo esponendoci a effetti tossici a lungo. Con frutta e verdura, povere di grassi e ricche di fibre, viene agevolato il transito del cibo ingerito e ridotto il tempo di contatto con la parte intestinale di eventuali agenti cancerogeni presenti nell’alimentazione quotidiana. Per produrre un chilo di carne da consumare, poi, occorrono 15mila litri d’acqua, meno di mille invece per un chilo di cereali. L’acqua è una risorsa scarsa e lo sarà sempre più in futuro”. Il professore ha invitato a evitare facili allarmismi con associazioni del tipo una fetta di salame provoca il cancro o accostamenti con le sigarette. “Se da un lato è provata la cancerosità di un eccessivo consumo di carne, la discussione sulle quantità che lo rendono pericoloso è aperta”. Infine, un suggerimento da ascoltare non solo per motivi di salute: “Il mio consiglio da vegetariano da oltre vent’anni è eliminare del tutto il consumo di carne, per motivi etici e filosofici. Il mio mondo ideale è un mondo in cui non si uccidono gli animali per ingoiarli e in cui il consumo di carne è zero. Primo perché amo gli animali; secondo perché il consumo di carne non è ‘sostenibile’ per il pianeta”.

L. B.