“Sei una donna e quindi devi tacere”

Donna in lacrime (MANAN VATSYAYANA/AFP/Getty Images)
Donna in lacrime (MANAN VATSYAYANA/AFP/Getty Images)

Ha ritirato la querela verso l’ex marito accusato di averla maltrattata, verbalmente e fisicamente, forse spaventata da possibili ripercussioni, ma ciò non ha fermato il processo nei confronti dell’uomo, un albanese, residente a Santa Giustina, 7mila anime in provincia di Belluno, difeso dall’avvocato Michele Fusina. Il processo si è aperto ieri davanti al giudice Antonella Coniglio e riguarda il periodo tra il 2006 e il 2013, nel corso del quale, secondo quanto denunciato, sarebbero stati continui i litigi e le violenze, sobillati in particolare dalla madre dell’uomo, la quale sosteneva la tesi che la donna dovesse ubbidire al marito, sottomettendosi.

Le stesse parole che ha riferito la moglie, spiegando che il marito non mancava di rimarcare quello stato di sudditanza: “Ignorante, psicopatica, sei una donna e quindi devi tacere, devi sottometterti all’uomo e non puoi parlare”. La scelta di ritirare la querela nascerebbe, a detta della parte offesa, dalla voglia di dimenticare quelle violenze, oltre che dalla volontà di non “far male” al marito. Le violenze sono però anche refertate con una prognosi di dieci giorni: nel 2013, infatti, l’uomo aggredì la moglie fisicamente davanti al figlio minore prendendola per il collo e poi schiaffeggiandola ripetutamente, causandole diverse contusioni e un trauma a un occhio.

La difesa dell’uomo dà invece un’altra versione dei fatti, smentendo che il marito-padrone costringesse addirittura la giovane a vestirsi come voleva lui e spiegando che la famiglia di lui adoravano la ragazza e l’hanno sempre trattata come una figlia. Questa al contrario avrebbe avuto sempre un atteggiamento molto scontroso, sia in casa che sul luogo di lavoro, in un bar della zona. Secondo i parenti del marito, la donna spesso lo maltrattava e gli impediva di uscire a cena, in particolare se lei non poteva essere presente.

GM