Proteste della polizia: “Auto usurate, rischiamo grosso”

Polizia (ANDREAS SOLARO/AFP/Getty Images)
Polizia (ANDREAS SOLARO/AFP/Getty Images)

Poco più di un anno fa, le forze di polizia misero in atto una serie di forme di protesta contro la scelta del governo di bloccare gli aumenti ai salari degli statali anche per il prossimo anno. “Siamo costretti a dichiarare lo sciopero generale”, si leggeva in un comunicato che fece molto scalpore, poi in qualche modo la protesta rientrò, ma in diverse altre occasioni le forze di polizia hanno manifestato il proprio disagio per le carenze strutturali che si fanno sempre più evidenti.

L’ultima denuncia arriva dal vicesegretario nazionale dell’Ugl Mauro Armelao: “A Venezia la situazione autovetture delle volanti terrestri è ridicola. Non possiamo continuare a lavorare in queste condizioni. L’altra notte i colleghi hanno rischiato di fare un incidente per la rottura della coppa dell’olio che ha fatto scivolare l’autovettura. Abbiamo paura di guidare questi mezzi. Eppure quando il cittadino chiama noi dobbiamo correre”.

Secondo il sindacato, un quarto delle auto della polizia vengono utilizzate 24 ore su 24 e una di queste ha già percorso 260mila chilometri. Armelao rileva: “Non possiamo più attendere l’arrivo delle tanto pubblicizzate Seat Leon, che non sappiamo se arriveranno più a causa dello scandalo Volkswagen. A Venezia c’è bisogno assoluto di nuove autovetture da adibire al controllo del territorio”.  Conclude il sindacalista: “A voi ogni commento, ma una cosa è certa, i poliziotti hanno ‘paura’ di salire a bordo di questi mezzi. Arrivare il prima possibile su certi tipi di intervento equivale a dire, in certi casi, salvare delle vite umane”.

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