Il fiuto dei cani scopre il tumore alla prostata

WIESBADEN, GERMANY - OCTOBER 17: An assistant dog at the 6th VITA Charity Gala at Kurhaus on October 17, 2015 in Wiesbaden, Germany. (Photo by Isa Foltin/Getty Images)
(Isa Foltin/Getty Images)

I cani sono sempre più fondamentali per la vita dell’uomo. Lo dimostra uno studio che sta sperimentando il dottor Gianluigi Traversa presso il centro militare veterinario dell’esercito che ha sede a Grosseto. Due femmine di pastore tedesco, Liù e Zoe, già cani anti-mina, sono riuscite a scoprirlo nel 97% dei casi. I cani segnalano, attraverso il loro olfatto, le urine di pazienti colpiti da cancro prostatico. Secondo i risultati ottenuti la loro percezione della malattia è fino a 5 volte più efficace del test del Psa. La ricerca è stata presentata nel corso del Festival della Scienza che si tiene in questi giorni a Genova. Il dottor Traversa si è ispirato ad un’intuizione di un dottore inglese risalente a 30 anni fa, quando il suo cane ha scoperto il melanoma della moglie. “Il tumore prostatico ha un odore particolare e ora il prossimo passo sarà quello di capire quali sono le molecole e cosa annusa il cane”, spiega Traversa. Lo studio ha avuto risvolti a livello internazionale “stiamo collaborando con Stati Uniti, Giappone, Olanda e Inghilterra per allargare questa esperienza: vogliamo capire che cosa annusi il cane, in modo da riprodurre uno strumento in grado di affiancarlo per capire quale tipo di metabolismo neoplastico cellulare che determina l’odore particolare”. A conferma delle infinite potenzialità dei cani c’è Daisy, il labrador inglese, che per la sua straordinaria capacità nellannusare tumori attraverso campioni di urina, pelle e alito ha ricevuto un premio. Questa sua caratteristica ha fatto si che Daisy ha  scoperto finora ben 550 tumori.

Roberta Garofalo