Omicidio di Giordana: ci fu premeditazione

Giordana Di Stefano (foto da Facebook)
Giordana Di Stefano (foto da Facebook)

Giordana Di Stefano, mamma di una bambina di 4 anni, è stata uccisa a coltellate dal suo ex compagno, Luca Priolo, in maniera premeditata: per tale ragione il gip di Catania, Loredana Pezzino, accogliendo la richiesta del procuratore Michelangelo Patanè e del sostituto Alessandro Sorrentino, ha emesso una nuova ordinanza di custodia cautelare in carcere contro il giovane, accusato anche di aver agito con crudeltà.

Come noto, l’assassino è stato arrestato a Milano, mentre provava a salire su un treno e rifugiarsi all’estero. Dopo essere stato arrestato, Priolo ha reso piena confessione davanti al giudice Paolo Guidi, ma ha escluso la premeditazione, parlando di un raptus e sostenendo: “Avevo comprato un coltellino di pochi centimetri da un’armeria cinque mesi fa per sicurezza e difesa, visto che la zona in cui abito, alla periferia di Belpasso, nel Catanese, la sera è isolata e pericolosa”.

Sostengono la tesi che non ci sia stata premeditazione anche i legali di Luca Priolo, gli avvocati Sergio Di Mariano e Gaetano Agosta, i quali sostengono che dietro al raptus ci sarebbe la rabbia perché la sua ex non voleva ritirare la denuncia per stalking che il 24enne “riteneva ingiusta perché diceva di non essere stato lui a entrare a casa della giovane, nel 2013, da una finestra. E che gli bloccava il futuro lavorativo. Lui era ancora innamorato di lei, e soltanto adesso comincia a capire cosa ha fatto”. Per il giovane intanto è previsto domani un nuovo interrogatorio in carcere a Catania, di fronte al gip.

GM