Fabbrica abbandonata (Jasper Juinen/Getty Images)

Fabbrica abbandonata (Jasper Juinen/Getty Images)

Un ragazzo di appena 18 anni di Vimercate, in provincia di Monza, si è trovato, poco dopo essere diventato maggiorenne, lasciato fuori di casa dai suoi genitori, che non sopportavano più le sue “bravate”. Così, ha deciso di occupare un’ala dell’ex fabbrica Fossati Lamperti insieme ad altri tre senzatetto. Quando gli agenti di polizia locale sono entrati nell’ex cotonifico monzese hanno trovato il giovanissimo in compagnia di altri quattro occupanti abusivi: un marocchino trentaquattrenne, un algerino ventiseienne, un italiano di quarantaquattro anni, tutti con precedenti penali per furto e spaccio.

Inoltre, il cittadino marocchino era destinatario di un provvedimento di espulsione firmato dalla questura di Milano nel maggio del 2014. I due cittadini stranieri sono stati identificati e accompagnati all’ufficio immigrazione; per loro dovrebbe arrivare un provvedimento di espulsione. Immediata è invece scattata la gara di solidarietà per provare a trovare una soluzione alla situazione del ragazzino, il quale – ancora una volta respinto dai genitori – è stato portato a casa della nonna, che è stata convinta a dargli un’altra possibilità di riscatto.

Inoltre, si pensava che – vista la presenza nello stabile di un biliardino – ci potessero essere bambini, ipotesi smentita dalla polizia locale, che ha spiegato come il cittadino marocchino abbia confessato di essere stato lui “a prendere quel biliardino da una zona dell’ex Fossati Lamperti ormai trasformata in una sorta di discarica per poter passare un po’ di tempo giocando. Quindi in quel degrado non c’è nessun bambino”.

Appena una settimana prima, nella stessa fabbrica abbandonata erano state rintracciate altre quattro persone, un italiano e un marocchino, entrambi di trentasei anni; un’italiana trentasettenne; e un secondo marocchino di cinquantadue anni. I due stranieri erano sprovvisti di permesso di soggiorno e destinatari di due ordini di espulsione dal territorio italiano. Da mesi, si parla di un piano di riqualificazione della struttura, attraverso un progetto per “il recupero e il riuso di beni e la promozione di uno stile di vita che favorisca un minore impatto ambientale”.

GM