Giallo di Pordenone, Ruotolo “pedinava” Trifone e Teresa?

Giosuè Ruotolo in un'intervista (screenshot Youtube)
Giosuè Ruotolo in un’intervista (screenshot Youtube)

Proseguono senza sosta le indagini degli inquirenti sul duplice delitto del marzo scorso a Pordenone, in cui restarono uccisi Trifone Ragone e la fidanzata Teresa Costanza. Secondo quanto emerso nell’ultima puntata della trasmissione ‘Quarto Grado’, sembra che all’interno del portafoglio di proprietà di Giosuè Ruotolo, commilitone del giovane assassinato e unico indagato per l’omicidio, sia stato trovato un fogliettino con appuntato un indirizzo, che secondo l’ipotesi investigativa indicherebbe un appartamento dal quale l’indagato avrebbe “pedinato” i due fidanzati.

Sul misterioso appunto, infatti, ci sono scritte la strada che ospita l’appartamento in cui vivevano i due fidanzati e dei numeri, che potrebbero far riferimento a un numero civico. Si pensa dunque che quello appuntato sul foglietto fosse per Ruotolo un punto privilegiato dal quale osservare i movimenti di Trifone e Teresa. Proprio al civico indicato si trova un cantiere, ma fino a due mesi fa c’era una palazzina disabitata, in seguito rasa al suolo, e qualche residente nella zona ha riferito: “Non c’erano né porte, né finestre e la recinzione era molto bassa. Facile per chiunque, quindi, scavalcare ed entrare nell’abitazione dismessa per un eventuale appostamento”.

Nessuno però riferisce di aver notato movimenti sospetti, per cui quella che Ruotolo stesse pedinando Trifone e Teresa rimane per ora un’ipotesi che non trova conferme. C’è però un altro particolare che emerge nella vicenda: l’automobile del soldato indagato per l’omicidio sarebbe infatti stata filmata dalle telecamere di videosorveglianza un minuto dopo l’ora dell’omicidio mentre transita in zona. Infine, Ruotolo avrebbe avuto una foto del suo commilitone sul cellulare: la foto ritraeva Trifone Ragone a Parigi, di fronte alla piramide del Louvre.

GM