Sollecito aderisce ai Radicali: ecco il perché della sua scelta

Raffaele Sollecito (ALBERTO PIZZOLI/AFP/Getty Images)
Raffaele Sollecito (ALBERTO PIZZOLI/AFP/Getty Images)

Raffaele Sollecito, assolto dalla Cassazione nei mesi scorsi per il delitto di Meredith Kercher, da un po’ sta provando a costruirsi una nuova vita, dopo la lunghissima vicenda giudiziaria che lo ha visto coinvolto, e nei giorni scorsi, interpellato dal ‘Corriere della Sera’, aveva confermato la propria scelta di iscriversi ai Radicali italiani: “Mi sono iscritto al partito perché credo nelle loro battaglie e vorrei che non ci fossero altre vittime come me”.

Questa scelta di campo lo ha portato, nel weekend appena trascorso, al congresso del partito, a Chianciano Terme, dove ha preso parola per sostenere la tesi che il carcere è “una scuola di reclutamento per la mafia”. Ha spiegato Sollecito: “I detenuti, quando escono, si ritrovano isolati nella società. Non ci sono politiche di reinserimento. Durante la detenzione si è abbandonati e, una volta usciti, il detenuto non ha alcuna possibilità di affacciarsi a una società che lo rifiuta”.

Sollecito ha quindi riassunto così la propria esperienza in carcere: “Ho capito che le tv e i giornali raccontano una realtà che non esiste, una realtà ovattata di ciò che accade nel sistema giudiziario, nei tribunali, nelle carceri e nelle famiglie coinvolte, siano esse di vittime o di imputati. Voglio far aprire gli occhi alle persone facendo informazione vera”.

GM