Derubato in casa di notte: “Le armi? Troppo pericolose”

Giancarlo Miotto (Youtube)
Giancarlo Miotto (Youtube)

Un paio di giorni fa, tre banditi, armati di cacciavite, sono entrati nelle cucine della villa del petroliere Giancarlo Miotto, a Mogliano Veneto, in provincia di Treviso, riuscendo a sottrargli 4mila euro in contanti. L’imprenditore è stato svegliato dai suoi pastori tedeschi, che hanno iniziato ad abbaiare, ma non è riuscito a evitare la rapina, anche perché non ha reagito alle minacce, come invece è avvenuto nel milanese qualche settimana fa, quando un uomo ha sparato al ladro che stava cercando di entrare in casa.

I malviventi hanno sorpreso nel sonno il maggiordomo e custode, un cingalese di 47 anni, chiedendogli con fare minaccioso dove fossero i soldi e il padrone di casa. Ha commentato a caldo Miotto: “Per fortuna non è successo nulla, hanno rubato un po’ di contanti, ma una somma il cui valore è irrilevante. Poteva andare decisamente peggio”. Il petroliere durante la rapina è riuscito ad azionare il sistema di allarme, facendo giungere sul posto, nel giro di breve tempo, i carabinieri e una guardia giurata. “Brindo alla nostra incolumità. Ma posso dire che è uno schifo”, ha commentato ancora Miotto.

L’imprenditore è oggi tornato sull’episodio e in un’intervista al ‘Gazzettino’ ha spiegato il perché della sua mancata reazione, evocando il caso Stacchio, “uno dei gestori che rifornisco”, che comunque aveva sottolineato di essere contrario alla giustizia fai-da-te: “Le armi sono uno strumento che, se liberalizzato, potrebbe essere estremamente pericoloso” – ha ragionato il petroliere – “È chiaro che bisogna difendersi. Ma io non sono filoamericano. Bisogna allargare la sicurezza e il controllo su chi arriva in Italia. Solo così si potrà vivere un po’ più tranquilli”. Miotto ci tiene a sottolineare: “Se uno ha un’arma magari può anche scambiare un bambino che piange per un ladro. Magari non ha il polso, il carattere e l’equilibrio”.

Questa la ricostruzione dei fatti di Miotto: “Stiamo facendo dei lavori e mancano alcune imposte. I ladri sono entrati da una porta. Purtroppo avevamo dimenticato di attivare l’allarme. Verso le tre abbiamo sentito rumori molto forti provenienti dal piano inferiore. Anche perché abbiamo due cani lupo all’interno della villa. Mia moglie mi ha chiamato. E io le ho detto di far scattare l’allarme. Quando hanno sentito la sirena i ladri sono subito scappati. Di seguito è arrivato l’istituto di vigilanza e poi anche i carabinieri”. Il petroliere non nasconde comunque la sua preoccupazione: “Naturale essere preoccupati quando ti vengono in casa e spaccano per entrare. È evidente che questi fenomeni stanno seguendo una linea che preoccupa tutti. C’è tensione. Adesso prenderemo ulteriori provvedimenti per la nostra sicurezza”.

GM