Il veterinario insiste: “Amo la caccia, continuerò ad uccidere animali”

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Il veterinario torinese con un’altra delle sue prede (Facebook)

Torna a parlare e a difendersi Luciano Ponzetto, il veterinario torinese che è balzato agli onori della cronaca per la sua passione per la caccia grossa e le sue foto con svariati animali morti (leoni, orsi, cinghiali, leopardi…). Il medico, bersagliato anche dai colleghi che ne hanno chiesto la radiazione dall’albo, va dritto per la sua strada e intervistato da Repubblica spiega ulteriormente le proprie ragioni. Innanzitutto difende le proprie passioni e fa sapere di avere ricevuto tante manifestazioni d’affetto: “Amo il mio lavoro, amo gli animali. Ma anche la caccia. Sono vittima di attacchi ingiusti: per fortuna, però, ho anche ricevuto moltissima solidarietà, da chi mi conosce e da tutti i colleghi della zona, tranne uno”. Ponzetto continua a sostenere che non ci sia nessuna contraddizione tra la sua professione di veterinario e la sua passione per la caccia grossa: “Adoro la caccia e adoro fare il veterinario. Sono cresciuto come se non ci fosse nessun contrasto e in un ambiente rurale questo non viene vissuto come una contraddizione. Andare a caccia è una radice che mi appartiene, ma ho il massimo rispetto per gli animali. Io amo gli animali, la caccia fa parte della vita da quando c’è l’uomo, oggi va esercitata all’interno di regole ben precise per contribuire a mantenere gli equilibri naturali. Cacciare non significa fare bracconaggio. Quando ho ucciso quel leone avevamo una concessione e due licenze. Vengono date per controllare la popolazione delle fiere perché se aumenta troppo ci sono danni sul bestiame e i pastori le avvelenano”.

E a proposito delle sue prede spiega: “C’è differenza tra cacciare e macellare. Un conto è partire con una licenza e rientrare stanco, forse con una preda. Macellare significa prendere un animale che è stato in una stalla a ingrassare aspettando di essere mangiato. Le mie prede vengono mangiate. Anche il leone. Preferisco un animale che ha fatto il suo ciclo naturale piuttosto che uno nato per essere ucciso nel processo d’industrializzazione”.

Infine il giornalista gli ha chiesto se continuerà a cacciare e il sorriso col quale il veterinario ha risposto lascia pochi dubbi. Ponzetto non ha alcuna intenzione di abbandonare la sua passione.

F.B.