Aereo caduto sul Sinai, è una bomba. Putin: “Stop ai voli per l’Egitto”

I resti dell'aereo russo (KHALED DESOUKI/AFP/Getty Images)
I resti dell’aereo russo (KHALED DESOUKI/AFP/Getty Images)

Si sta facendo strada l’ipotesi che l’aereo russo di linea con 224 passeggeri a bordo precipitato sul Sinai a fine ottobre, dopo che si erano perse le tracce intorno alle 8 del mattino in seguito al decollo da Sharm el-Sheikh, sia esploso a causa di una bomba che si trovava nella stiva del velivolo. L’ipotesi di un’esplosione a causa di un ordigno, piazzato dallo Stato Islamico, è stata lanciata nei giorni scorsi dalla Cnn, basandosi su fonti dell’intelligence Usa.

Nelle scorse ore, tale ipotesi è stata ripresa dalla Bbc online, mentre secondo il Telegraph parti della fusoliera sarebbero state danneggiate da un’esplosione avvenuta dall’interno dell’aereo. L’unica certezza al momento è che l’aereo è esploso in volo, quasi sicuramente a causa di un ordigno. Tesi confermata dall’analisi della prima scatola nera, che mostra come sull’aereo “tutto fosse assolutamente normale” dal punto di vista della strumentazione, che invece cessa di operare “brutalmente” ventiquattro minuti dopo il decollo, fattore sintomatico di una “decompressione esplosiva del tutto repentina”.

E’ la tv francese France2 a sostenere la tesi di un investigatore, rimasto nell’anonimato, che sottolinea come “si può sentire chiaramente il suono di un’esplosione durante il volo”, ma nessuna conferma arriva dagli uffici preposti alle indagini rispetto a questo particolare. Nega invece “le notizie pubblicate da alcuni media secondo le quali la scatola nera dell’aereo russo precipitato in Sinai avrebbe rivelato la presenza di una bomba o che un corpo estraneo sarebbe stato trovato a qualche km dall’aereo”, definendole “false e infondate”, il ministero dell’Aviazione civile egiziano.

Non resta con le mani in mano la Russia, che attraverso il capo dei servizi segreti dell’Fsb, Aleksandr Bortnikov, ha ritenuto necessario sospendere i voli dell’aviazione civile russa in Egitto finché non saranno chiare le cause del disastro aereo nel Sinai, proposta immediatamente accolta dal presidente Vladimir Putin, che nelle scorse ore ha avuto una conversazione telefonica con il presidente egiziano Abdel Fattah al Sisi, promettendogli comunque che i collegamenti verranno ripristinati a breve.

Permangono intanto le difficoltà a rientrare in patria per i turisti occidentali in vacanza in Egitto, come rileva la compagnia aerea Easyjet: “Siamo spiacenti di informare i passeggeri che i nostri piani per riportarli a casa messi in atto ieri sono stati sospesi dalle autorità egiziane. Discussioni sono attualmente in corso a più alto livello politico per risolvere questa situazione. Siamo molto dispiaciuti e capiamo che questo momento è estremamente frustrante per i nostri passeggeri. Purtroppo la situazione è al di fuori del nostro controllo”. Da parte sua, però il ministero dell’Aviazione civile egiziano ha smentito questa notizia.

GM