Il pm insiste: “Tiziano Renzi non va processato”

ULTIMO AGGIORNAMENTO 12:07
Tiziano Renzi (foto dal web)
Tiziano Renzi (foto dal web)

La procura di Genova ha chiesto nuovamente l’archiviazione nei confronti di Tiziano Renzi, padre dell’attuale presidente del Consiglio, dopo l’approfondimento di indagini disposto dal gip Roberta Bossi, la quale aveva in questo modo a Vittorio Caporali, uno dei creditori della Chil Post, la società di distribuzione editoriale che fu di proprietà del genitore del premier. L’azienda di Caporali, la “Genovapress”, era titolare dei locali dove aveva avuto sede la società di Renzi senior e l’imprenditore sostiene di vantare un credito di 8mila euro, ritenendo quindi prematuro archiviare la posizione di Tiziano Renzi e rimarcando una serie di presunte anomalie rispetto alla gestione da parte del padre del presidente del Consiglio.

Ora il gip potrà chiedere altre indagini oppure accogliere la richiesta di archiviazione o, ancora, disporre l’imputazione coatta. A marzo, il pm genovese Marco Airoldi aveva chiesto l’archiviazione del fascicolo per bancarotta fraudolenta aperto a carico di Tiziano Renzi, padre del presidente del Consiglio Matteo Renzi, inviando contestualmente l’avviso di conclusione delle indagini preliminari ad altri due ex amministratori della società di distribuzione editoriale Chil Post. Secondo la pubblica accusa, non vi sarebbe responsabilità nel fallimento della società da parte di Renzi senior, che anzi l’avrebbe ceduta in ottimo stato finanziario.

Nel settembre scorso, a Tiziano Renzi era arrivato un avviso di prosecuzione indagini per un’inchiesta aperta da tempo legata al fallimento di una società di distribuzione dei giornali, in passato di proprietà del padre del Presidente del Consiglio. La società è fallita nel 2013, ma a quanto risulta Tiziano Renzi l’aveva già da tempo ceduta a un altro imprenditore. Inoltre, secondo quanto scrive il quotidiano genovese ‘Il Secolo XIX’, contributi figurativi risultano versati a Matteo Renzi.

GM